Carcere e lavoro, ecco i detenuti-falegnami

27 Novembre 2022

Sulmona nel progetto ministeriale: saranno prodotti armadi, letti e tavoli per i penitenziari italiani

SULMONA. Centottantacinque persone, 75 detenute nel supercarcere di Sulmona e 110 nella casa circondariale di Lecce, inizieranno a produrre armadi, letti, tavoli, sedie e sgabelli in legno, diretti a tutti i 190 istituti di pena presenti sul territorio nazionale. È il Progetto Milia - Modelli sperimentali di intervento per il lavoro e l'inclusione attiva delle persone in esecuzione penale – finanziato tramite il Pon Inclusione 2014-2020 e finalizzato al recupero e al rafforzamento delle competenze delle persone recluse e all'acquisizione di professionalità richieste dal mercato del lavoro.
La produzione inizierà a gennaio, dopo una prima fase che ha riguardato l'adeguamento degli impianti e delle falegnamerie e la formazione professionale dei detenuti coinvolti. A Lecce, i primi 45, selezionati fra quelli con fine pena inferiore ai 5 anni, dopo colloqui con gli operatori del locale Centro per l'impiego, stanno svolgendo attività formativa teorica, alla quale seguirà quella pratica all'interno della falegnameria. A Sulmona, invece, i cinque corsi formativi, ciascuno per 16 detenuti, sono alle battute finali: il prossimo mese di dicembre si svolgeranno gli esami per il conseguimento degli attestati di qualifica ai quali seguiranno le attività di tirocinio. A partire dal nuovo anno, nelle due falegnamerie di Sulmona e Lecce saranno prodotti letti, armadi modulari, sgabelli, sedie, tavoli e mensole, tutti rigorosamente con materiali ignifughi, che verranno lavorati grazie a due grandi presse e a un pantografo computerizzato, già presenti nei locali della falegnameria dei due istituti di pena. Il design degli arredi, hanno spiegato i tecnici di Arti coinvolti nel progetto, è stato pensato per essere più "amichevole" e semplice. La progettazione e la prototipazione è stata fatta su modelli modulari, realizzati nel rispetto delle normative vigenti sulla sicurezza. La modularità della produzione è un altro fattore importante perché, come è stato illustrato, consentirà alle persone detenute di acquisire e sviluppare competenze specialistiche spendibili sul mercato del lavoro e valide anche in altri settori di manifatture del legno. Una produzione che dopo aver arredato le carceri italiane potrebbe essere venduta anche nel mercato esterno con salutari ripercussioni per il carcere di Sulmona. (c.l.)