Carcere, previsto l’arrivo di 32 nuovi agenti
Ma la Uil protesta: pochi per fronteggiare l’emergenza ed è inutile l’invio di personale femminile
SULMONA. Grido d'allarme della Uil sul futuro del carcere di Sulmona: 32 nuove unità di polizia penitenziaria non bastano. Nei giorni scorsi è stata diramata un’informativa preventiva del piano di mobilità collegato alle prime assegnazioni dei neo agenti di polizia penitenziaria agli istituti di pena della provincia dell'Aquila. Si tratta di 938 unità in totale delle quali 50 riservate al dipartimento della giustizia minorile e di comunità. «Da una prima disamina dei dati non si può che essere scettici e alquanto increduli nel pensare che una siffatta ridistribuzione possa ridare ossigeno a strutture penitenziarie, quali quelle di Sulmona, L'Aquila ed Avezzano, notevolmente in crisi a causa delle croniche carenze di organico», ha commentato Mauro Nardella segretario generale territoriale Uil polizia penitenziaria e componente della segreteria confederale. «Per quanto riguarda il penitenziario di Sulmona c’è da dire che l’ipotesi di assegnazione di 32 agenti non basterebbe a compensare il travaso avvenuto di unità dal ruolo agenti-assistenti a quello dei sovrintendenti, figuriamoci se riuscirà a colmare l’annoso vuoto d’organico e finanche l’apertura del nuovo padiglione alla cui inaugurazione, se saranno confermate le unità proposte in assegnazione, vedrà la Uil contrapporsi in modo pesante». Secondo Nardella, che più volte ha denunciato le gravi carenze d'organico del carcere di Sulmona e le difficoltà riscontrate quotidianamente dagli agenti in servizio, «cosa ancora più scandalosa risulta essere il fatto che a Sulmona la mobilità vorrebbero sia fatta non ricalcolando l’organico necessario sulla base dell’apertura della nuova struttura detentiva – che ospiterà ulteriori 200 detenuti – e addirittura, assegnando ulteriori 6 donne in un istituto maschile che di personale femminile ne ha già fin troppo. Sarebbe davvero assurdo e alquanto illogico, sempre che non rivedano la legge e consentano anche alle poliziotte di prestare la loro opera nelle sezioni maschili. «Mi chiedo ma come si fa?», ha concluso Nardella. «fortunatamente quella avanzata al momento è solo una proposta di accordo suscettibile di modifica, anzi che dovrà essere assolutamente modificata». (e.b.)
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