Carcere, sono contagiati altri due poliziotti
E si attende il responso per i tamponi fatti a sette agenti. Zona rossa, Casini contro la Regione
SULMONA. Si allarga il contagio anche nel carcere di Sulmona. Dopo il primo poliziotto penitenziario risultato positivo al coronavirus, ieri è arrivata la notizia che altri due agenti in servizio negli uffici di via Lamaccio hanno contratto il virus. E il numero potrebbe aumentare perché si attende l’esito di altri sette tamponi relativi agli altri poliziotti penitenziari che lavoravano a stretto contatto con il collega che per primo è stato infettato. Inoltre si è appreso che anche due suoi parenti sarebbero stati contagiati. Un particolare che ha sollecitato la solidarietà dell’ambiente di lavoro che si è stretto ai poliziotti e ai loro familiari in questo difficile momento auspicando che tutto si risolva nel modo migliore. Intanto si accende lo scontro tra il sindaco, il presidente della Regione Marco Marsilio e l’Asl. L’origine dello scontro è la bocciatura della proposta del sindaco Casini di istituire la zona rossa per Sulmona. «Negli ultimi 15 giorni ho indirizzato al presidente Marsilio ben due note sull’emergenza a Sulmona senza ricevere risposte come imporrebbe il garbo istituzionale», protesta Casini. «Sono costretta a conoscere le decisioni della Regione attraverso gli organi di stampa ai quali il presidente ha risposto sulla zona rossa. Peraltro scaricando sull’Asl ogni responsabilità». Ma il sindaco se la prende anche con l’Asl «perché la mappatura delle persone coinvolte in questa delicata emergenza è ancora in corso. Sia chiaro» conclude il sindaco, «se qualcuno ha deciso di avere un atteggiamento superficiale io non o consentirò, continuando a battermi nell’interesse dei cittadini sulmonesi. C’è il tempo delle scelte e il tempo delle responsabilità». Accuse sull’emergenza vengono anche dai rappresentanti Cisl Gianna Tollis e Mauro Incorvati. I due esponenti sindacali accusano Regione e Asl di una gestione maldestra dell’emergenza coronavirus nell’ospedale di Sulmona «cercando di imporre all’ospedale dell’Annunziata la qualifica di presidio Covid pur non essendo indicato come tale sul piano regionale e la Cisl non resta indifferente davanti a comportamenti rischiosi e oltretutto poco rispettosi verso gli operatori sanitari, il pronto soccorso e il servizio 118».
Da ieri, con il trasferimento dell’ultimo paziente, è iniziata l’opera di sanificazione degli ambienti del reparto di rianimazione, così come aveva annunciato il direttore generale Asl Roberto Testa. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

