Cardella: pochi magistrati contro il malaffare

Il procuratore antimafia: «Le inchieste del post-terremoto e quelle sull’Expo di Milano sono un’emergenza nazionale»
L’AQUILA. «Expo 2015 e ricostruzione dell’Aquila sono le due grandi emergenze in Italia per il rischio infiltrazioni mafiose ma anche per altri rischi, come la corruzione». Lo afferma il procuratore dell’Aquila, Fausto Cardella, nell’ambito di un più ampio discorso nel quale tocca anche altri temi, come lo scarso numeri di magistrati in Procura a fronte di un lavoro immane. E la necessità di una legge che disciplini gli appalti privati dove i raggiri sono più frequenti: e in ballo ci sono decine di milioni. «Questo», dice in riferimento al rischio infiltrazioni, «avviene per il grosso giro di soldi; dove c’è ricchezza qualcuno cerca di approfittare». «Sia il presidente della Corte d’Appello, sia il Pg», dice in riferimento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, «hanno parlato del pericolo infiltrazioni e corruzione. In regione si è posto l’accento sul fenomeno ma c’è da dire che non è tipicamente abruzzese o aquilano visto che mi pare che in tutte le relazioni in Italia se ne sia parlato. Comunque è un problema grave non a caso il ministro della Giustizia ha stigmatizzato il fenomeno, ma a fronte di questo gli strumenti di contrasto segnano il passo». Il procuratore, però, chiarisce che non c’è allarme anche per via del fatto che «comunque ci sono risultati, presenze e indagini». «Al di là delle specificità della ricostruzione, che è un evento importante, in Abruzzo c’è lo stesso fenomeno che si registra in Italia», spiega ancora, «non si deve sminuire l’allarme perché il livello di attenzione delle istituzioni e dei cittadini, che è fondamentale, non venga meno, ma nel contempo non si deve enfatizzare perché tutto va visto con la doverosa relatività. L’Abruzzo resta sano ma non immune». E veniamo alla ricostruzione privata che viene affidata senza gare di appalto. «Manca una normativa ad hoc», osserva il pm, «che favorirebbe un maggior controllo soprattutto nell’assegnazione degli appalti. Con una legge più puntuale si potrebbero sanzionare i subappalti nell’ambito dei quali abbiamo trovato le infiltrazioni mafiose». «C’è un interessante progetto di legge che aveva portato avanti l’attuale vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, quando era sottosegretario con delega alla ricostruzione», aggiunge, «che dovrebbe andare avanti e ci permetterebbe di controllare i subappalti dove fino a oggi si sono annidate le organizzazioni criminali».
Il procuratore ha poi evidenziato le esigue forze in campo; sei sostituti e soli 26 funzionari su 40 in organico. Cardella ha ricordato come 4 di questi pm lavorino in tutta la regione per la distrettuale. «Alle carenze sopperiamo con qualità e sacrificio», ha aggiunto facendo riferimento alla Procura di Monza, dove le percentuali di scopertura degli organici tra Procura e Tribunale sono analoghe a quella dell’Aquila ma il mercoledì, per carenza di personale, una cancelleria resta chiusa. «Finché possiamo, evitiamo che all’Aquila si debba adottare una misura del genere», conclude.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

