«Cari politici, ora dateci una sala per l’assemblea»

22 Settembre 2018

L’AQUILA. Cercasi auditorium o sala per assemblea d’istituto. L’appello è dei rappresentati del Liceo Cotugno ed è rivolto al sindaco, Pierluigi Biondi, ai presidente della Provincia e della Regione....

L’AQUILA. Cercasi auditorium o sala per assemblea d’istituto. L’appello è dei rappresentati del Liceo Cotugno ed è rivolto al sindaco, Pierluigi Biondi, ai presidente della Provincia e della Regione.
La scuola, attualmente divisa su cinque sedi, infatti, non ha uno spazio a disposizione per svolgere l’assemblea, un diritto degli studenti. I ragazzi, nei giorni scorsi, hanno chiesto alla preside, Serenella Ottaviano, la possibilità di riunirsi martedì prossimo, anche per fare il punto della situazione dopo l’inizio dell’anno scolastico, ma la dirigente si è trovata costretta a respingere la proposta per mancanza di spazi idonei. «Non è fattibile, per il mese di settembre, avere in disponibilità del Convitto un’aula adatta allo svolgimento della stessa in piena sicurezza», ha spiegato la preside. «Dagli accordi intrapresi con la Provincia e la dirigenza dell’istituto “Amedeo d’Aosta”, da ottobre 2018 sarà possibile garantire il diritto al confronto democratico dell’assemblea previsto dalla normativa vigente, dopo averne definite le modalità e a seguito di una programmazione annuale degli incontri assembleari». Ma gli studenti non intendono rinunciare a incontrarsi entro fine mese, anche in considerazione della difficile situazione che sta vivendo la scuola. Da qui nasce la scelta di rivolgere un appello alle istituzioni.
A farlo è stato Tommaso Cotellessa, a nome dei rappresentanti della scuola, in una lettera, giovedì scorso: «Chiedo la messa a disposizione di una sala o di un auditorium per poter svolgere l’assemblea in data 25 settembre a partire dalle 8,10», spiega. «L’assemblea è un momento di aggregazione indispensabile per garantire il diritto al confronto previsto dalla normativa vigente. Sottolineo, inoltre, che si rende particolarmente necessaria in questo momento di difficoltà e di divisione del corpo studentesco». Un appello che per ora resta lettera morta. (m.c.)
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