Caruso: «Impediremo la chiusura di ostetricia»

Il sindaco di Castel di Sangro: penalizzazione inaccettabile per il territorio Una telefonata di Tordera, nuovo manager Asl, riaccende le speranze
CASTEL DI SANGRO. Non si placa a Castel di Sangro la protesta per la chiusura dell’ambulatorio di ostetricia e ginecologia nell’ospedale cittadino. Una inaspettata telefonata del nuovo direttore generale della Asl L’Aquila-Avezzano-Sulmona, Rinaldo Tordera, che ha promesso il proprio interessamento sulla vicenda, è servita a rasserenare gli animi. Dopo la dura presa di posizione dell’amministrazione municipale, che è intenzionata a convocare un consiglio comunale straordinario sull’argomento, ieri anche le rappresentanze sindacali hanno annunciato battaglia contro il provvedimento della Asl. Ma a riaccendere le speranze di una riattivazione dei servizi ambulatoriali è stato proprio il nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria, che ha promesso al sindaco Angelo Caruso una pronta risposta alle esigenze delle popolazioni dell’Alto Sangro.
«La disponibilità manifestata dalla dirigenza della Asl sulla vicenda mi fa ben sperare sulla soluzione della problematica dell’ambulatorio ospedaliero», commenta Caruso, «ma andremo avanti con la protesta fino a quando non avremo ottenuto la riattivazione dei servizi. Ritengo che le carenze di organico non possano penalizzare unicamente la nostra struttura, con la sospensione dei servizi essenziali già ridotti al minimo rispetto all’originario modello. Del resto ho sempre criticato la politica sui servizi sanitari della Asl, che non prevede grandi attenzioni sul nostro territorio favorendo una migrazione verso strutture sanitarie di fuori regione». A opporsi alla decisione della Asl è anche Claudio Incorvati (Cisl) che protesta per la chiusura dei reparti di ostetricia e ginecologia.
«Non ci sono giustificazioni per il blocco delle due unità operative», dice Incorvati, «ma siamo esterrefatti per il provvedimento adottato dai dirigenti della Asl». A disporre il fermo dell’attività ambulatoriale ostetrico-ginecologica nel presidio sanitario è stata nei giorni scorsi una dirigente Asl.
Ma in città valutano la decisione improponibile e comunque estremamente pericolosa per la tutela della salute dei residenti nel territorio altosangrino, costretti in tal modo a emigrare verso altre strutture sanitarie, spesso orientandosi verso quelle fuori regione con spese considerevoli e disagi.
Massimiliano Lavillotti
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