Casa Capograssi ormai fatiscente

Crollato un pezzo di cornicione ma il palazzo di proprietà del Comune versa in condizioni disastrose
SULMONA. Cade a pezzi la casa che diede i natali, e in cui è vissuto per lungo tempo, l’illustre giurista Giuseppe Capograssi. Le intemperie e l’incuria, ma soprattutto la mancanza di un’efficace opera di manutenzione, sta mandando in malora uno dei palazzi più prestigiosi della città che, va ricordato, è di proprietà del Comune ma è stato affidato a metà degli anni ’80 in comodato d’uso alla Fondazione nazionale Capograssi.
L’altra mattina nella parte retrostante dell’edificio, che si affaccia su piazza Tresca, ha ceduto un pezzo di cornicione. Il classico “colpo di grazia” è arrivato poi nel pomeriggio con la pioggia che ha allargato ancora di più la parte interessata dal cedimento. Tant’è che alcuni passanti, preoccupati che il fenomeno potesse continuare ad allargarsi, hanno chiamato vigili del fuoco e polizia locale per la messa in sicurezza dell’edificio. Al termine dei controlli la zona è stata transennata per evitare che eventuali cedimenti del cornicione o del muro potessero colpire i passanti.
Ma a testimoniare che non solo le intemperie, ma incuria e umidità stanno mettendo in serio pericolo la casa di Capograssi, sono le erbacce da tempo spuntate dai muri. L’integrità della casa è stata preservata grazie proprio all’opera meritoria di alcuni sulmonesi tra i quali il compianto Giuseppe Papponetti e l’ex comandante della polizia locale Gianni Febbo che dopo la firma della convenzione tra Fondazione Capograssi e Comune, si diedero da fare per riportare al suo antico splendore la casa natale dell’illustre giurista.
La arredarono con mobili antichi, dopo che l’ultimo erede aveva portato via tutto, realizzando un piccolo capolavoro, a testimonianza degli anni vissuti in quel luogo da Capograssi: la foto della moglie Giulia che guarda la finestra, quasi volesse controllare chi entra nella casa, e l’angolo con le buste rovesciate in cui sono contenuti gli appunti che il docente di diritto utilizzava per le sue lezioni all’Università di Roma.
Attuale custode della casa è l’avvocato Lando Sciuba, presidente della sede abruzzese: «Dopo un primo intervento effettuato dai vigili del fuoco ho sollecitato appena un mese fa e per l’ennesima volta il Comune a intervenire con i lavori di manutenzione», afferma Sciuba. «Ma dal Comune solo silenzi».
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