Casa dello studente, attese 14 sentenze con maxi risarcimenti

Il processo in Appello del 21enne israeliano fa da apripista La richiesta danni ammonta a quasi 2,5 milioni di euro
L’AQUILA. Quattordici sentenze di Appello per circa 2,5 milioni di euro di risarcimento dei danni. Vanno avanti i processi, in sede civile, per il crollo della Casa dello studente dell’Aquila che la notte del 6 aprile 2009 fece registrare otto vittime tra i giovani ospiti. Dopo il primo pronunciamento della Corte civile d’Appello che ha dato ragione ai familiari dello studente israeliano di Medicina, Hussein Hamade, conosciuto come Michelone e morto a 21 anni, altri familiari delle vittime e sopravvissuti attendono le decisioni dei giudici.
COSA SI ASPETTA
Sono due le sentenze attese per le prossime settimane e riguardano gli appelli, in sede civile, per i familiari di uno studente deceduto e per uno studente sopravvissuto. Per il primo il ristoro dei danni si aggira intorno al milione di euro. Nei primi giorni del 2024 si attende il pronunciamento per altri due studenti sopravvissuti al crollo dell’edificio di via XX Settembre. Infine, entro il prossimo anno, sono attesi altri dieci procedimenti in appello per altrettanti studenti sopravvissuti.
IL RISARCIMENTO
Complessivamente i risarcimenti ammontano sui 2,5 milioni. «Per i familiari dello studente deceduto, di cui al momento non possiamo fare il nome, la cifra si attesta intorno al milione di euro», spiega l’avvocato Wania Della Vigna, «mentre per i sopravvissuti le cifre sono diverse e calcolate in base all’entità del danno».
L’AVVOCATO
«A breve, ci auguriamo nei prossimi giorni», prosegue l’avvocato Della Vigna, «potrebbero arrivare altre due sentenze. Due sono attese per gli inizi del prossimo anno, mentre altre dieci entro il 2024. La sentenza di Michelone ha fatto da apripista», spiega il legale. In particolare per i familiari di Hamade i giudici di secondo grado hanno respinto il ricorso contro la sentenza di primo grado avanzato dalla Regione Abruzzo e dell’Azienda per il diritto allo studio condannando i due enti a risarcire i parenti delle vittima per 1,2 milioni di euro, potendosi rifare in parte rifare sugli ingegneri e i tecnici condannati in sede penale per omicidio colposo plurimo, crollo di edificio e disastro colposo. Quasi contemporaneamente, la Corte d’Appello ha rigettato anche i ricorsi di Regione e Adsu contro le condanne di primo grado per il ferimento di due amici del giovane israeliano, anche loro finiti sotto le macerie della Casa dello studente di via XX Settembre, ma estratti vivi: complessivamente ai due dovranno essere versati quasi 500mila euro per le conseguenze fisiche e psichiche della terribile esperienza vissuta.
I GIUDICI
In particolare i giudici hanno condannato Regione e Adsu per le condizioni dell’edificio e per i mancati interventi di consolidamento statico e sismico, rigettando – ancora una volta – la tesi del sisma come «evento eccezionale e imprevedibile tale da costituire un caso fortuito o forza maggiore». È citando la perizia di Gabriella Mulas, cruciale nel processo penale, che hanno respinto il principale dei motivi di appello degli enti: «Il sisma, pur essendo l’evento che ha provocato le azioni che hanno condotto al crollo, non può esserne ritenuto l’unica causa. In altri termini, non si può concludere che la severità del sisma del 6 aprile 2009 sia stata tale da causare comunque il cedimento». Quindi ancora nella sentenza: «Sia la Regione, proprietaria sin dal 1982, sia l’Adsu, usuaria sin dal 1994, avrebbero potuto rilevare, mediate una corretta attività di gestione, manutenzione e vigilanza, il deficit strutturale che poneva l’edificio in situazione di rischio».
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