Casa di riposo, appello al Comune
I familiari degli ospiti dell’ex Duca: no al trasferimento degli anziani
L’AQUILA. L’amministrazione comunale, con un provvedimento dirigenziale, ha impedito alla società Iniziative Turistiche Alberghiere, che gestisce la Casa di riposo dell'Aquila nell’ex albergo Duca degli Abruzzi, in via Giovanni XXIII, di tenere nella struttura gli anziani non autosufficienti per assenza di requisiti. In tutto una ventina di persone. In tal modo è stato revocato un provvedimento della vecchia giunta di centrosinistra.
La decisione del Comune poggia sul fatto che la struttura non era autorizzata a ospitare anziani non autosufficienti, come invece contestato a seguito di precedenti ispezioni di Nas e Asl. Se non si provvederà alla cessazione dell’attività, il Comune procederà al sequestro dell’immobile, salvo eventuali ricorsi. Ma è anche vero che se il Comune rimanesse inerte potrebbe correre il rischio di vedersi contestare la mancata applicazione di provvedimenti ineludibili.
Ma le famiglie protestano. «Siamo un gruppo di residenti», si legge in una nota, rivolta al Comune «che dopo il sisma del 2009 hanno deciso di far vivere i loro genitori in una struttura in centro storico, di tipo alberghiero che dava la possibilità di avere la presenza di personale infermieristico. Dopo 10 anni l’età è avanzata e oggi le persone ospiti hanno oltre 90 anni e non hanno più alcune delle lor funzioni sia fisiche che mentali. Per loro questa struttura è come una casa dove si orientano, conoscono il posto e riconoscono mentre noi siamo presenti in modo costante e quotidiano e li controlliamo rispondendo subito a ogni loro esigenza. Lì non sono mai lasciati soli e sono amati e coccolati a differenza di altri posti. Insomma il nostro Comune ha intimato che queste persone che se ne devono andare altrimenti verrà chiuso nel giro di pochi giorni. Lì ci lavorano 25 persone che verranno licenziate per capricci di dipendenti comunali o di una legge che spera che le persone anziane decedano così non si erogheranno più le pensioni. Come si può commentare questa notizia a 10 anni dal terremoto? È inutile che il Comune prova a fare manifestazioni per il decennale se poi si sradicano le persone da un posto come se fossero dei pacchi postali».
I familiari ritengono che trasferire gli ospiti in altre strutture, dove gli anziani sembrano essere stati indirizzati, «equivale a farli morire come avvenuto per altri».
A questo punto, però, non è facile trovare una soluzione che vada bene per tutti.
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