Casa divorata dal fuoco: avviate le indagini sulle cause dell’incendio

3 Febbraio 2022

Pescasseroli, le fiamme hanno distrutto due piani dell’edificio Famiglia di cinque persone sistemata in un alloggio temporaneo

PESCASSEROLI. Hanno trovato una sistemazione temporanea fino a domani, poi da sabato dovranno lasciare l’abitazione dove sono stati accolti. Non sono cessati i problemi per i cinque componenti della famiglia, moglie, marito e tre figli, che hanno dovuto abbandonare la loro casa al primo piano di un edificio in via della Chiesa, dove martedì sera si è sviluppato un pericoloso incendio, al centro di Pescasseroli. L’ordine di evacuazione è arrivato ieri mattina, quando i vigili del fuoco hanno fatto il sopralluogo nell’edificio andato in fiamme, dichiarando agibile solo l’appartamento al piano terra, abitato da un’altra famiglia sempre di cinque persone.
La palazzina andata in fiamme si sviluppa su tre piani con l’ultimo, quello andato quasi totalmente distrutto dall’incendio, che era fortunatamente disabitato. Le fiamme si sono poi propagate all’appartamento centrale, posto al primo piano, risparmiando solo i locali del piano terra.
Secondo la ricostruzione fatta dai vigili del fuoco, che si sono avvalsi delle testimonianze delle famiglie che, al momento dell’incendio della canna fumaria erano all’interno dell’edificio, tutto sarebbe partito dalla termostufa a legna al piano terra. In un primo momento, sono stati gli stessi locatari a cercare di domare le fiamme. Quando pensavano di aver risolto il problema, il fuoco ha ripreso vigore interessando il tetto in legno e l’appartamento all’ultimo piano. Sul posto, sono intervenute diverse squadre dei vigili del Fuoco, da Castel di Sangro è da Avezzano. Le operazioni di spegnimento, sono state molto complesse e sono andate avanti fino alle cinque del mattino. Durante le fasi concitate dell’intervento, i vigili del fuoco sono riusciti a evitare che le fiamme si propagassero alle case adiacenti. Alle operazioni hanno partecipato anche i carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, agli ordini del maggiore, Fabio Castagna, che stanno svolgendo tutti gli accertamenti del caso tesi a risalire a eventuali responsabilità. (c.l.)
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