Casa equivalente concesso contributo da 800.000 euro

2 Giugno 2016

Proprietario ha lasciato L’Aquila e ha ricomprato a Pescara Residente in una frazione ha invece scelto Senigallia

L’AQUILA. A giudicare dalle determine che appaiono sull’albo pretorio del Comune dell’Aquila (che fortunatamente è uno strumento di grande trasparenza amministrativa) il fenomeno dell’acquisto di abitazione equivalente sembra tutt’altro che in calo.

Dall’unico elenco dettagliato finora disponibile (che risale al 2013) la somma record concessa era stata di circa 650.000 euro. Tutto in base alle norme – naturalmente – che partono dalla madre di tutte le ordinanze, la 3790 del luglio 2009 che prevedeva, per far fronte all’emergenza abitativa, la possibilità per chi avesse avuto una casa semidistrutta e quindi classificata E di cedere il rudere al Comune e acquistare una nuova casa _ si badi bene _ non all’interno del Comune dell’Aquila ma in ogni parte d’Italia. Una possibilità che gli amministratori comunali dicono di non condividere ma non risultano bandiere strappate per far modificare la normativa. Sull’albo pretorio sono state pubblicate di recente numerose “determinazioni”. Fra queste c’è chi, residente in una frazione, ha comprato una nuova casa a Senigallia per quasi 300mila euro, in un altro caso l’abitazione è stata comprata a Scoppito per 400mila euro circa e poi è spuntata una determina che stabilisce un contributo di 815mila euro compresa Iva e spese tecniche (5mila euro). Il proprietario ha ceduto al Comune la sua casa aquilana e ha comprato una abitazione (o forse sarebbe meglio dire una piccola reggia) a Pescara.

Sarebbe curioso sapere se la casa aquilana abbandonata sarà ricostruita a spese del Comune (come accade per tutte quelle abitazioni all’interno di aggregati). Se così fosse quella casa E finirebbe per costare alla comunità una cifra ben oltre il milione di euro.

Naturalmente tutto in base alla legge. Ci mancherebbe altro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA