Casa famiglia, stop al trasloco a Navelli

7 Novembre 2021

L’AQUILA. «Sono tre anni che la Comunità socio riabilitativa familiare per disabili intellettivi del Rotilio Center di Pettino opera in una struttura senza autorizzazione all’esercizio». Lo afferma...

L’AQUILA. «Sono tre anni che la Comunità socio riabilitativa familiare per disabili intellettivi del Rotilio Center di Pettino opera in una struttura senza autorizzazione all’esercizio». Lo afferma il consigliere regionale M5S Giorgio Fedele, a margine della commissione nella quale sono stati auditi il manager Asl Ferdinando Romano, l’assessore Nicoletta Verì e i rappresentanti delle associazioni che formano il tavolo di coordinamento per la disabilità, Associazione 24 e Tribunale diritti del Malato. «Un fatto grave», continua Fedele, «emerso nel corso della commissione Vigilanza che, sotto mia sollecitazione, ha analizzato il caso. Per ora comunque il trasferimento previsto a Navelli sembra scongiurato, ma sono ancora molti i nodi da sciogliere soprattutto per quanto riguarda la struttura che ospita la Casa Famiglia. L’autorizzazione all’esercizio è un atto che il Comune deve rilasciare all’Asl per certificare che la struttura abbia requisiti validi che garantiscano sia il lavoro degli operatori sia la qualità del soggiorno dei pazienti. Quella emersa è una grave mancanza, trattandosi di enti come Asl e Comune, per cui ho dimostrato tutto il mio disappunto. Le strutture come le case famiglia rappresentano una grande risorsa per l’Abruzzo poiché consentono di svolgere attività mirate alla socialità, al raggiungimento di una più elevata autonomia nonché la possibilità di vivere una vita piena, per tanti disabili psichici o motori, mantenendo comunque una componente di assistenza medica da parte del sistema sanitario pubblico. Inoltre, quando queste funzionano bene, riducono anche i costi per le Asl visto che un ricovero in altre strutture, lì dove non necessario, ha costi superiori rispetto all’assistenza in Casa famiglia oltre a non produrre alcun beneficio per le persone affette da fragilità. Un tema su cui quindi c’è bisogno di un attento controllo e continuo sollecito, che non mancherò di portare a compimento. Ora», incalza Fedele, «anche alla luce del caso specifico, è chiaro che interventi normativi e operativi non siano più procrastinabili. Anche se, come ha riferito Romano, il trasferimento dei pazienti a Navelli sembra scongiurato, questa buona notizia non deve farci sorvolare sulle gravi carenze che la struttura presenta».