Casa senza utenze, ma paga la Tari

La proprietaria: «Dal Comune richiesta di pagamento per un edificio inabitabile»
L’AQUILA. La casa non è abitabile, ma la proprietaria deve comunque pagare la tassa sui rifiuti. È una situazione «paradossale», come la definisce la stessa protagonista, quella in cui è incappata Giuliana Mastrantonio. In eredità ha ricevuto un immobile, ricostruito dopo il sisma, che in teoria le potrebbe garantire una piccola rendita, ma che di fatto, al momento, comporta solo spese. Dal Comune, infatti, le è arrivata una richiesta di pagamento per la Tari riferita all’anno in corso. «Si tratta di 350 euro», spiega la proprietaria, «pagabili anche a rate».
Al di là dell’importo richiesto e delle modalità con cui versarlo all’ente, la titolare dell’appartamento che si trova in via Roma, all’angolo con l’Arco del Capro, dunque in pieno centro, è rimasta incredula di fronte al bollettino che le è stato recapitato a domicilio. «In quella casa mancano gli allacci di acqua, luce e gas», tiene a sottolineare, «non ci si può vivere, ma bisogna pagare comunque per lo smaltimento della spazzatura». Giuliana Mastrantonio e il marito si sono rivolti agli uffici comunali che hanno inviato la richiesta di pagamento per avere delucidazioni. «Ci hanno risposto che è stato approvato un atto da parte dell’amministrazione», riferiscono, «in base al quale bisognare pagare la Tari anche se l’immobile è inutilizzabile». L’appartamento risulta, infatti, come seconda casa della proprietaria e quindi la tassa va versata. A rendere il caso ancor più assurdo, secondo lei, è il fatto che la ricostruzione dell’edificio è stata completata due anni fa, ma le utenze sono tuttora distaccate e, di conseguenza, l’appartamento non è abitabile. «Perché dobbiamo pagare la Tari», si chiedono la proprietaria e il marito, «se in quell’abitazione nessuno produce rifiuti?». Per questo rivolgono un appello al sindaco Pierluigi Biondi e all’amministrazione perché rivedano il provvedimento che impone il pagamento. «È un’assurdità», tengono a evidenziare, «speriamo davvero che ripensino e cambino idea». Quello di Giuliana Mastrantonio non è un caso isolato. Diverse abitazioni in centro storico sono state ricostruite dopo il terremoto, ma non hanno ancora gli allacci delle utenze che dovrebbero passare anche attraverso il tunnel intelligente in corso di allestimento. (g.d.m.)
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