Casciere-Lega, è divorzio: «Ho pagato il caso Stati»

29 Settembre 2019

Duro atto d’accusa dell’ex assessore sia ai dirigenti regionali che al leader Salvini: «Tutelano i potenti, poveri consiglieri nella spazzatura come limoni spremuti»

AVEZZANO. Lega addio: l’avvocato Leonardo Casciere, ex assessore e candidato del Carroccio alle Regionali, “oscurato” dai big delle camicie verdi abruzzesi, «per non aver informato il partito di essere il difensore della consigliera Arianna Stati» (l’ex consigliera comunale fedelissima di Casciere e vicina alla Lega condannata per estorsione per una vicenda di aste immobiliari, ndc) , rompe il silenzio e si toglie qualche macigno dalle scarpe. Casciere, uno dei papabili a candidato a sindaco, anche se per ora non si sbilancia, non fa sconti, né ai dirigenti abruzzesi, gli onorevoli Giuseppe Bellachioma e Luigi D’Eramo, (segretario e vice), né al leader nazionale, Matteo Salvini.
Avvocato Casciere cos’è successo con la Lega?
«Credo di essere stato ostracizzato dai dirigenti abruzzesi per essermi comportato correttamente come avvocato. Mi è stato addebitato il delitto di mancata comunicazione del processo, cui era sottoposta la consigliera Stati che, a seguito di una vicenda giudiziaria, è stata scaricata, mentre tutti si sono affrettati a sostenere che non era iscritta alla Lega. Nella mia lunga carriera di avvocato, comunque, non ho mai violato il segreto professionale e mai lo farò, neanche sotto tortura. Matteo Salvini bene ha fatto, difendendo sottosegretari e altri, anche se condannati (come l’ex sottosegretario Armando Siri, ndc) applicando, correttamente, il principio costituzionale che tutti siamo innocenti fino al 3° grado di giudizio. Non vorrei però che i potenti siano tutelati e i poveri consiglieri comunali gettati nella spazzatura come limoni spremuti».
Lega, addio, quindi, ma cosa pensa di fare per le amministrative?
«Constatato che, a oggi, non ho legami politici, le rispondo seguendo gli insegnamenti dei miei genitori: ogni cosa a suo tempo. La fretta è cattiva consigliera e foriera di azioni sbagliate. Chi vivrà, vedrà».
Cosa pensa della situazione politica avezzanese?
«Noto un quadro molto confuso, con formazioni civiche che si stanno organizzando, senza che vi sia un filo conduttore. Le forze politiche riconosciute non danno segni di organizzazione, se non esprimere, in modo autonomo , candidature solitarie e imposte dall’alto. Non credo che vi possa essere una convergenza delle forze avezzanesi su queste imposizioni. Non è concepibile il sindaco di Avezzano venga imposto da territori esterni: il primo cittadino dovrà essere indicato dai tavoli esclusivamente avezzanesi e rappresentare i nostri valori, sinora derisi e bistrattati da elementi esterni. Non abbiamo rappresentanti in Parlamento, né ruoli importanti in Regione. Si impone un cambio di rotta duro, che risollevi il territorio e lo faccia crescere».
Già spuntano diversi nomi di candidati, che ne pensa?
«Tutti hanno il diritto e la legittima aspirazione di diventare sindaco, ma una cernita dovrà esser fatta. Il sindaco ideale è colui che è disposto a condividere le proprie idee con tutti, che riesca ad amalgamare il quadro politico».
Come vede la città del futuro?
«Penso a un Prg a lungo termine, che rivaluti le periferie e sia improntato su presupposti di salvaguardia dell’ambiente e del territorio; a uno stato sociale che dia opportunità ai meno fortunati; al rilancio del nucleo industriale; a una farm per le start up del territorio che mettano sede sociale ad Avezzano; a snellire la macchina burocratica. Spero che colui che assumerà la veste di sindaco abbia una visione a lungo termine».
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