Case Ater, M5S in Procura
Il movimento denuncia lo stallo in cui versa la ricostruzione
L’AQUILA. È partito dalle case comunali di San Gregorio, passando per via Amiternum, il “tour” del Movimento 5 Stelle attraverso il degrado che regna negli alloggi di edilizia popolare. In prima linea il consigliere regionale Domenico Pettinari. «In rappresentanza di assegnatari e proprietari di edilizia residenziale pubblica», hanno detto gli attivisti al termine del giro, «abbiamo sottoposto al prefetto dell’Aquila, alla Procura della Repubblica e alla Procura regionale della Corte dei conti, la situazione di allarme e malcontento che si è creata nel comparto, con pericolo di azioni eclatanti di protesta specie su affitti, bollette e alloggi».
Soltanto qualche giorno fa l’Ater era intervenuta sulla questione, dopo le polemiche degli inquilini e dei proprietari di alloggi riscattati che non riescono ancora a tornare a casa. L’azienda aveva detto a chiare lettere di non avere fondi a disposizione per il recupero del patrimonio danneggiato dal terremoto del 2009, di aver inoltrato richieste e progetti, ma di non avere avuto alcuna risposta dagli organismi competenti.
Il Movimento 5 Stelle, attraverso la visita, ha voluto denunciare «lo stallo su tutta l’edilizia residenziale pubblica», evidenziando «la latitanza totale di Ater e Comune sul problema, nonché il completo abbandono in cui versa questo patrimonio immobiliare pubblico, con conseguente elusione sistematica dei compiti istituzionali competenti ai succitati enti. In particolare l’Ater, pur di operare con tempestività, ha preteso una specifica delega dagli stessi proprietari e questi ultimi hanno rilevato che sussistono situazioni di pluralità di incarichi professionali (circa 40), per la progettazione, la consegna e l’approvazione dei relativi progetti, condizione che si perpetra da circa quattro anni. Evidenziamo», proseguono i pentastellati, che vi è una precisa volontà di espellere gli assegnatari di Erp dai quartieri baricentrici al fine di allontanarli nelle più periferiche aree del Progetto Case».
Secondo gli attivisti del movimento «è altrettanto evidente la sperequazione operata nei confronti degli stessi proprietari, che per poter essere ricompresi all’interno dei condomìni a maggioranza Ater, a tutt’oggi non riescono nemmeno a concorrere ai finanziamenti che potrebbero agevolare il rientro nei propri alloggi. I cittadini interessati nella ricostruzione dell’edilizia residenziale pubblica sono esasperati e promettono ulteriori eclatanti manifestazioni qualora gli enti coinvolti dimostrino ancora atteggiamenti elusivi e dilatori».
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