Case comunali, appello al vescovo

15 Marzo 2016

San Gregorio, i residenti: no all’abbandono della frazione

L’AQUILA. Dall’agosto del 2009 convivono con le lesioni lasciate dal terremoto sui muri delle loro case, e a ridosso dei ruderi del “plesso E”. Ora gli abitanti delle case comunali di San Gregorio, dopo sette anni di appelli alla politica, si rivolgono all’arcivescovo Giuseppe Petrocchi, chiedendogli di visitare l’insediamento per rendersi conto delle condizioni in cui vivono. «Eccellenza, è di alcuni giorni fa la scossa che ha fatto nuovamente sobbalzare le case, con una magnitudo di 2,7 nella zona est della città. La scossa», scrive Franco Marulli (Assocasa Ugl), «è stata avvertita chiaramente dagli abitanti della frazione di San Gregorio, e in special modo dai residenti del complesso delle case comunali. Abitazioni già devastate dal sisma del 9 aprile 2006 e dove ancora alloggiano numerose famiglie costrette a vivere in appartamenti con vistose crepe, dove non è garantita la sicurezza. Sono stati 7 anni di dura lotta pacifica per chiedere alla politica di riqualificare il comprensorio lasciato nel totale abbandono strutturale, per non parlare di quello fisico e psicologico delle persone costrette a vivere nel degrado. La politica ha abbandonato i cittadini che, chiusi nella loro dignità, si sentono persone emarginate dalla società perché famiglie con disagio sociale. Una situazione», si legge nell’appello, «che mina anche il seme della fede. Eccellenza, riconsegni a questa comunità il dono della preghiera, visiti il complesso delle case comunali di San Gregorio, verifichi lo stato di abbandono in cui versa. Riporti le emozioni vissute, e spenda qualche consiglio alla politica affinché non abbandoni i poveri al loro destino. È un periodo importante per la chiesa, la Pasqua di Cristo, durante la quale il cristiano risorge dal martirio e dalle ingiustizie, seguendo l’insegnamento di fede. Eccellenza, riporti in noi la speranza».

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