Case e Map, il Comune ricorre in Cassazione sui costi degli espropri

Quadruplicata l’indennità dovuta al proprietario di un terreno La giunta si oppone alla sentenza della Corte d’Appello
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila presenterà ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d’Appello che ha riconosciuto al proprietario di un terreno una indennità di esproprio 4 volte maggiore di quella fissata in precedenza dall’Ente. Lo si apprende da una recente delibera di giunta. L’esproprio risale al 2009 quando l’area «fu acquisita coattivamente per l’edificazione di alloggi emergenziali post-sisma». Va ricordato che nel 2009 per realizzare i piani Case e i Map furono espropriati tanti terreni, quasi tutti privati e alcuni anche di uso civico. Nel tempo non tutti i cittadini interessati si sono “accontentati” della cifra stabilita dalle varie autorità che si sono occupate della questione e hanno fatto ricorso alla giustizia civile. La Corte d’Appello con diverse sentenze ha riconosciuto ai proprietari un prezzo maggiore di quello proposto inizialmente. La gestione degli espropri dei terreni su cui realizzare le case per far fronte all’emergenza risale all’ordinanza 3898 (articolo 4) del settembre 2010 quando fu costituita la cosiddetta “Struttura di missione”, termine che tornerà spesso nella vicenda del terremoto aquilano. Con la fine dell’emergenza, all’inizio dell’autunno del 2012, la competenza sugli espropri passò «in via ordinaria alle amministrazioni competenti», cioè ai Comuni i quali con un protocollo d’intesa del novembre 2012 proposero di istituire uno specifico ufficio centralizzato per gli espropri nella sede del Comune dell’Aquila. All’inizio del 2013 i sindaci affidarono l’onere della gestione delle espropriazioni ai due Uffici speciali, quello per L’Aquila e quello per i Comuni del cratere. Alcuni cittadini hanno fatto ricorso al giudice ordinario affinché fosse rivista la stima delle indennità di esproprio. Le sentenze della Corte d'appello emesse finora riguardano tra l’altro i progetti Case di Collebrincioni, di Sant’Elia 1 e di Cese di Preturo. L'aumento deciso dai giudici d’Appello riguarda tutte le voci: indennità di espropriazione, indennità d’occupazione, diminuzione di valore della restante proprietà non espropriata, valore del soprassuolo. E poi ci sono gli interessi maturati per il ritardo del pagamento.
I NUMERI. Sono 19 le aree in cui sono stati realizzati i piani Case. Per le sole “piastre” furono occupati 220.248 metri quadrati; 1.600.000 metri quadrati è la superficie occupata comprensiva delle opere di urbanizzazione, con strade, parcheggi e aree verdi. Le opere di urbanizzazione si concretizzarono in 22 chilometri di strade, 13,7 chilometri di acquedotti, oltre 50 chilometri di condotti fognari per acque bianche e nere, 46 cabine elettriche, più di 16 chilometri di condotte per l’acqua potabile, 7 centrali telefoniche, 2.000 pali di illuminazione pubblica e per il verde. Il costo totale fu di 814 milioni di euro di cui 39 provenienti da donazioni e 350 dal Fondo di solidarietà dell’Unione Europea. L’Unione Europea ha contribuito in totale per 443 milioni di euro che furono utilizzati per il progetto Case e per la realizzazione di altri moduli abitativi.
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