«Case e Map, patrimonio a perdere»

Comitati e associazioni accusano il Comune: nessun controllo sullo stato di salute degli edifici e sui costi di gestione
L’AQUILA. «Il Comune dell'Aquila ha acquisito 4.500 appartamenti del progetto Case, oltre ai Map, a scatola chiusa, senza controllare il reale stato degli stessi. Eppure aveva a disposizione tutta la documentazione per poterlo fare». È una denuncia corale, quella di un gruppo comitati cittadini e di associazioni, tra cui la «Civica aquilana», «Ji prati de la Cirella» e «Assergi due Ade», che ieri, in conferenza stampa, hanno puntato l'indice contro l’amministrazione comunale, in primis il sindaco, Massimo Cialente, «per la gestione del patrimonio edilizio Case e Map realizzato dopo il sisma del 2009».
Un’allerta che fa riferimento, in particolare, alla sicurezza dei cittadini, «come hanno evidenziato gli ultimi, gravi, episodi che si sono verificati in alcuni alloggi». Documenti alla mano, i rappresentanti delle diverse associazioni Graziella Cucchiarelli e Sandro Sciarra per «Ji prati de la Cirella», Bruno Giuliano per il progetto Case di Assergi e l’avvocato Fausto Corti, hanno spiegato come «il Comune fosse a conoscenza già dal 2010 dei tanti problemi relativi alla gestione del progetto Case, dai costi di manutenzione alle polizze assicurative fino al mal funzionamento dei pannelli solari».
«A primavera scorsa», ha dichiarato Cucchiarelli, «abbiamo richiesto al Comune l’accesso a tutti gli atti relativi a Map e progetto Case, senza ottenere risposta. Solo grazie alla sentenza favorevole del Tar siamo riusciti a entrare in possesso di tutta la documentazione su fideiussioni, nominativi dei collaudatori e stato dell’arte degli alloggi». Una mappatura, affermano le associazioni, ben nota all’amministrazione comunale «che pur conoscendo bene le problematiche, ancora prima di prendere in consegna l’intero patrimonio del progetto Case e dei Map, non ha mai voluto affrontarle. Eppure, già alcuni dirigenti, in una nota del 2010», incalza Cucchiarelli, «avevano sollecitato il Comune a procedere urgentemente con una stima delle spese e preventivare le modalità di versamento delle quote condominiali e il pagamento delle utenze».
Sempre stando alla documentazione raccolta, la Protezione civile, già nel 2009, aveva sottoscritto con la Manutencoop un piano di interventi connesso alla gestione del progetto Case e dei Map e con l’associazione amministratori di condominio (Anaci), una convenzione per dotare il progetto Case di un apposito regolamento di condominio, con le relative tabelle millesimali.
«Il Comune si appresta ad approvare un nuovo regolamento condominiale, dopo aver tenuto chiuso nel cassetto quello approvato nel 2011», sottolinea Cucchiarelli, «questo mentre gli assegnatari degli alloggi si trovano a dover fare i conti con costi delle bollette elevati e con problemi di sicurezza».
Un’altra richiesta delle associazioni cittadine riguarda i consumi: «Il Comune deve inviare le bollette sulla base dei consumi reali, non presunti e applicare una riduzione del 40 per cento, la percentuale di risparmio presunta, che in realtà è stata annullata dal mal funzionamento dei pannelli solari».
«Si è arrivati al 2014», ha sottolineato Fausto Corti, «in una condizione di assoluta emergenza, che poteva essere preventivata ed evitata. Il Comune ha fatto scadere le cauzioni depositate dalle ditte aggiudicatrici degli appalti, che avrebbero dovuto provvedere alla riparazione dei guasti segnalati dai cittadini. L’amministrazione non ha neppure utilizzato la polizza decennale postuma per i vizi e le difformità, stipulata a suo tempo dalle ditte che hanno realizzato i lavori con alcune compagnie assicurative».
Monica Pelliccione
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