Case equivalenti il Comune paga utenze e condominio

20 Dicembre 2019

Salasso per le casse dell’ente che ha acquisito le abitazioni Delibera liquida 37mila euro al consorzio “201” di Pettino

L’AQUILA. Da qualche mese non si parla più del mega condominio di Pettino, conosciuto come 201, demolito e ricostruito dopo il sisma per una cifra che si aggira intorno ai 60 milioni (l’appalto privato più grosso) a cui ne vanno aggiunti un’altra ventina (di milioni) che il Comune ha liquidato a 77 ex proprietari di alloggi che hanno scelto la casa equivalente (cioè si sono comprati la casa altrove). L’amministrazione ora è proprietaria di ben 77 abitazioni (si presume vuote) su cui però, come prevede la norma sulla casa equivalente, deve pagare le spese: bollette e costi condominiali. Da una recente determina si apprende che il “Consorzio per la Costruzione di case di abitazioni per i soci delle cooperative edilizie dell’Aquila società coop arl” ha richiesto (e ottenuto) dal Comune la somma di oltre 37.000 euro di cui poco più di 16.000 per energia elettrica e circa 20.000 per spese di manutenzione. In sostanza l’ente pubblico paga anche se i 77 appartamenti non sono utilizzati. Si può prevedere che nei prossimi anni se il Comune non farà “fruttare” quelle proprietà ottenute dalla norma sulla casa equivalente spenderà, a regime, una cifra intorno ai 50.000 euro l’anno. La vicenda del “201” ha tenuto banco a lungo nel post-sisma perché quegli alloggi erano a proprietà indivisa, appartenevano cioè al Consorzio e non ai singoli inquilini. Per avere la casa equivalente, almeno in origine, bisognava essere proprietario di una “prima casa” e non semplice inquilino. La vicenda, dopo un lungo tira e molla, è stata risolta e non poteva essere altrimenti perché il Comune i soldi per la casa equivalente li aveva già tirati fuori e 77 famiglie avevano comprato altrove. Tornare indietro avrebbe significato innescare contenziosi infiniti e sarebbe intervenuta certamente la Corte dei Conti. Tra l’altro il Comune (per una quota del 70%) e gli assegnatari, con una transazione hanno dovuto pagare una bella cifra ai proprietari dei terreni su cui erano stati costruiti gli edifici e che avevano vinto la causa civile.
CASE A CITTÀ GEMELLATE. Il Comune ha concesso tre abitazioni (di proprietà dell’ente come casa equivalente) alle città gemellate di Bernalda, Zielona Gòra e Rottweil. “Può pacificamente asserirsi” è scritto nella determina “che le città di Bernalda, Zielona Gòra e Rottweil svolgono attività con finalità sociale, istituzionale, culturale e senza scopo di lucro. A ciò si aggiunga che la concessione in uso delle unità immobiliari – di proprietà del Comune a seguito della stipula di atti di cessione conseguenti all’acquisto dell’abitazione equivalente da parte degli originari proprietari – consentirebbe, altresì, un risparmio al Comune derivante dal mancato pagamento degli oneri afferenti le utenze”.