Case in aree Peep, il Comune sblocca il diritto di proprietà

18 Marzo 2017

L’AQUILA. Circa 2.490 alloggi realizzati da cooperative edilizie e società su aree Peep (edilizia economica popolare), di proprietà del Comune, in zone periferiche come Pettino, Cansatessa, Coppito,...

L’AQUILA. Circa 2.490 alloggi realizzati da cooperative edilizie e società su aree Peep (edilizia economica popolare), di proprietà del Comune, in zone periferiche come Pettino, Cansatessa, Coppito, Santa Barbara, ma anche in zone più vicine al centro storico o nelle frazioni. Da 40 anni i residenti aspettano di uscire da una sorta d’inspiegabile limbo e di diventare proprietari delle case in cui vivono. È un’altra storia di ordinaria burocrazia, in cui ha messo lo zampino anche il terremoto allungando i tempi e che, finalmente, con un provvedimento del consiglio comunale ha trovato la sua via d’uscita. Negli anni ’60 si permetteva di edificare in “diritto di superficie”: la proprietà del terreno era del Comune e le cooperative costruivano per legge soltanto con il diritto, appunto, a edificare. Aree che, però, dovevano diventare di proprietà, pagando il dovuto al Comune. «I soci delle cooperative», ha spiegato l’assessore al Bilancio, Giovanni Cocciante, in una conferenza stampa, «diventavano, in sostanza, proprietari degli appartamenti ma non delle aree: un problema non di poco conto per le transazioni immobiliari, tra cui la svalutazione del bene. La recente delibera fissa delle quote per trasformare il diritto di superficie in quello di proprietà, come da anni chiedono i cittadini. Il Comune si aspetta da questa operazione 10 milioni di euro di introiti, soldi necessari per portare a compimento le opere di urbanizzazione. I residenti (oppure gli amministratori di condominio o i presidenti delle coop) che intendono far valere il diritto di proprietà possono presentare la richiesta al settore Patrimonio e, pagando la metà del valore a metro quadro, diventeranno proprietari degli edifici in questione. La richiesta», ha concluso Cocciante, «non è obbligatoria, ma allo scadere dei 99 anni previsti per convenzione i beni torneranno al Comune». Sono 75 le cooperative edilizie e 21 le società che hanno costruito su aree Peep.

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