Case in permuta e parco: il piano per Sant’Andrea

24 Novembre 2020

L’AQUILA. Entra nella fase operativa, con la definizione delle permute, il progetto unitario “Sant’Andrea fuori le mura” (dietro via XX Settembre-piazzale Paoli). La giunta comunale ha approvato lo...

L’AQUILA. Entra nella fase operativa, con la definizione delle permute, il progetto unitario “Sant’Andrea fuori le mura” (dietro via XX Settembre-piazzale Paoli). La giunta comunale ha approvato lo schema del contratto di permuta attraverso il quale chi lascia la casa nella zona di Sant’Andrea – che grazie al diradamento abitativo sarà riqualificata – potrà sceglierne un’altra in città (presumibilmente dello stesso valore) fra quelle che il Comune ha avuto grazie alla norma sulla casa equivalente. Se la casa scelta avrà un valore maggiore di quella che si lascia la differenza la mette il proprietario, in caso contrario il Comune non rimborserà la differenza. Il progetto unitario “Sant’Andrea-Campo di Fossa”, in variante al piano regolatore, modificherà parecchio l’area a ridosso delle mura nei pressi di piazzale Paoli-zona Villa comunale. L’area, che era stata inserita tra i progetti strategici del piano di ricostruzione si estende dall’ultimo tratto di via Sant’Andrea fino alla confluenza tra via don Luigi Sturzo e via Santa Maria degli Angeli, in corrispondenza dell’antica Porta di Bagno. Il Comune, è scritto nei numerosi atti predisposti negli ultimi anni, ha “recepito le volontà dei privati di procedere al progetto unitario che punta alla riqualificazione urbana, al diradamento edilizio con le relative soluzioni abitative alternative per i cittadini interessati, alla valorizzazione monumentale e paesaggistica dell’area al di fuori delle mura attraverso il miglioramento della viabilità carrabile e pedonale, alla creazione di spazi di verde pubblico e servizi, alla significativa implementazione della qualità edilizia, della resistenza sismica e delle performance tecnologiche degli edifici da costruire”. Dunque una nuova viabilità, un Parco urbano, diradamento abitativo, sagome ridotte con l’obbligo, imposto dalla Soprintendenza, di ricostruire a 12 metri dalle mura. Hanno scelto la casa equivalente in 24 e la permuta in 7. Le case saranno indennizzate a 2.100 euro a metro quadrato, una cifra superiore a quella prevista dalle norme, 1.700 euro a metro quadrato. Sia l’Avvocatura che l’Ufficio speciale hanno però dato l’assenso in base a un ragionamento apparentemente logico. Le case dentro le mura nella stessa zona sono state indennizzate a 2.500 euro a metro quadrato, si è fatta quindi una sorta di media tenendo anche conto che la non ricostruzione di 31 unità immobiliari fa comunque risparmiare le casse pubbliche.
Sull’area il Comune rinuncerà ai diritti edificatori acquisiti e realizzerà “un parco che tuteli e valorizzi l’area di pregio storico e paesaggistico a ridosso delle mura urbiche”.(g.p.)
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