Case popolari, arrivati gli arredi

Entro l’estate prevista la consegna delle chiavi agli assegnatari
SULMONA. Sono finalmente arrivati gli arredi per le case popolari a canone concordato di viale delle Metamorfosi. In questi giorni, e fino al 20 giugno, la ditta che si è aggiudicata l’appalto dovrà occuparsi del montaggio e della sistemazione del mobilio delle case popolari di ultima generazione. Con determina numero 531 del 28 ottobre scorso il dirigente Amedeo D’Eramo aveva affidato l’incarico alla ditta di Brescia “Habitat Italiana”, che aveva proposto in sede di gara un ribasso del 36% pari a un incarico totale di 205mila euro. La società dovrà occuparsi ora di dotare gli appartamenti del secondo e terzo piano degli arredi necessari, mentre quelli pianificati per il piano terra, dove è stata ospitata la Guardia di finanza, saranno custoditi nel seminterrato, per poi essere posizionati appena i locali torneranno nella disponibilità del Comune, per un costo aggiuntivo di altri 16mila euro. Nei mesi scorsi due giovani coppie assegnatarie degli appartamenti avevano sollecitato il Comune ad accelerare i tempi. Anche se la determina di fine ottobre scorso fissava in un massimo di 120 giorni l’operazione di arredo dei locali. Dunque la ditta bresciana ha avuto oltre quattro mesi di tempo per arredare le case, facendo sfumare la consegna per Natale annunciata agli assegnatari, in attesa da più di un anno. Le chiavi dovrebbero essere consegnate entro l’estate. Il bando era stato pubblicato a novembre 2016, qualche mese dopo la fine dei lavori costati 5 milioni di euro nella palazzina in viale delle Metamorfosi. Nel progetto ci sono anche un poliambulatorio, una sala ritrovo per anziani, sale studio e polivalente. Tutto in cemento armato su isolatori sismici. I 64 appartamenti sono realizzati in classe energetica A+, con cappotto isolante sulle pareti, riscaldamento a pavimento, pannelli fotovoltaici per l’energia elettrica e solari per l’acqua calda. Per l’affidamento vanno rispettati una serie di requisiti, tra cui il reddito basso degli assegnatari, ma anche altre variabili che non dovranno andare a concorrere con le graduatorie delle case popolari. (f.p.)
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