Case popolari e fondi, interviene l’Ater
L’AQUILA. Il direttore generale dell’Ater, architetto Venanzio Gizzi, in una nota, scrive che «relativamente alle dichiarazioni raccolte dai manifestanti nel corso delle proteste degli inquilini...
L’AQUILA. Il direttore generale dell’Ater, architetto Venanzio Gizzi, in una nota, scrive che «relativamente alle dichiarazioni raccolte dai manifestanti nel corso delle proteste degli inquilini delle case popolari Ater davanti alla Regione Abruzzo del 26 luglio, per dovere di chiarezza si precisa quanto segue: la delibera Cipe numero 23 del 20 febbraio 2015 prevedeva l’attribuzione all’Ater dell’Aquila della somma di 27.263.695,79 euro. Di tale somma, il 21 dicembre 2015 sono stati assegnati 5,5 milioni di euro. Quest’ultima cifra è stata incassata dall’Azienda alla fine del mese di gennaio 2016 (a distanza di un anno dalla delibera Cipe) e tempestivamente suddivisa in 4.417.912,35 di euro per l’Ater e 1.082.087,65 di euro per il Provveditorato alle opere pubbliche».
«L’Ater», prosegue Gizzi, «ha ultimato in quattro mesi le gare di appalto per l’importo di cui sopra aggiudicando i lavori alle ditte vincitrici. Relativamente a quanto dichiarato da uno dei manifestanti, circa la disponibilità dei fondi da utilizzare, è opportuno chiarire: 5,5 milioni di euro, come già detto, sono stati impegnati per le suddette gare e per la ripartizione dei fondi con il Provveditorato alle opere pubbliche; 16 milioni di euro stanziati di recente destinati quale pro-rata della delibera Cipe numero 23 del 2015 ad oggi non ancora accreditati sul conto dell’Ater per cui non sussiste la disponibilità al momento di effettuare le gare di appalto come da cronoprogramma».
Gli inquilini, due giorni fa, hanno chiesto di accelerare l’iter della ricostruzione degli edifici E per poter far tornare al più presto le persone negli alloggi ante-sisma.
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