Case sicure, un miraggio Settanta pratiche bloccate

11 Dicembre 2018

Gli uffici regionali: «Subito le carte o 2 milioni e mezzo saranno dirottati altrove» I tecnici avvertono il Comune: «Assurdo perdere quest’occasione di rilancio»

SULMONA. Rischiano di finire altrove i finanziamenti previsti per l’adeguamento sismico delle case di Sulmona. Settanta progetti già finanziati con fondi regionali per circa 2 milioni e 400 mila euro che rischiano di rimanere senza risorse economiche a causa dei ritardi in cui il Comune sta sbrigando le pratiche. Dalla Regione hanno fatto sapere che se entro fine anno le pratiche non arriveranno negli uffici aquilani, i fondi saranno destinati altrove. Una ipotesi da scongiurare perché sarebbe l’ennesima occasione persa per il rilancio del comparto dell’edilizia, la cui ripresa è in ritardo a causa della lenta burocrazia e della cattiva efficienza degli uffici comunali proposti. Protestano vivamente sia i tecnici che i proprietari delle abitazioni da ristrutturare, per il timore di perdere un’occasione unica per poter mettere in sicurezza le proprie case. «È da tempo che quasi tutti i giorni ci rechiamo in Comune per controllare lo stato delle pratiche», affermano alcuni tecnici interessati ai progetti, «ci dicono che è quasi tutto pronto ma, nei fatti, la situazione è la stessa con le pratiche ferme nei cassetti. I giorni che restano alla fine dell’anno sono sempre di meno e non vorremmo che alla fine Sulmona perda questa occasione». Per scongiurare ciò dal Comune è stato deciso di affidare a un altro tecnico la responsabilità del procedimento, tanto che l’ingegnere incaricato insieme all’assessore Antonio Angelone, si sono messi subito all’opera per recuperare il tempo perduto. «Quindici giorni fa ci siamo recati all’Aquila per chiedere delucidazioni in merito sia all’aspetto tecnico sia a quello amministrativo», spiega Angelone, «perché le pratiche vanno adeguate alle ultime normative e in molti casi la documentazione non è in regola». Nella valutazione delle pratiche infatti, i tecnici del Comune avrebbero rilevato incongruenze perché, in alcuni casi, gli interventi proposti non erano in linea con le motivazioni dei finanziamenti.
Secondo il Comune alcuni progetti presentati non andavano a migliorare l’aspetto antisismico dello stabile, ma riguardavano aspetti estetici ininfluenti sulla mitigazione sismica che è il principale obiettivo chiesto dalla Regione per poter ottenere il finanziamento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA