Case spostate dalle mura, ecco la mappa

Da Campo di Fossa a piazza Lauretana gli interventi di Soprintendenza e Comune per ridurre l’impatto degli edifici
L’AQUILA. Tutelare la cinta muraria della città, per la quale è in corso un complesso intervento di recupero e valorizzazione. È questa la parola d’ordine della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per L’Aquila e il cratere, diretta da Alessandra Vittorini. Un obiettivo che ha costretto, in alcuni casi, a ridisegnare intere zone ai confini del centro. «Forse la questione di Porta Barete è la più nota, ma senz’altro non l’unica che ha a che fare con la tutela della cinta storica», spiega la soprintendente. D’altra parte, da diversi anni è partito il processo di tutela delle mura. Nel 2014 il ministero ha avviato l’iter di riconoscimento di interesse culturale delle mura e a seguire della tutela indiretta. «Sono diverse le zone in cui siamo dovuti intervenire in fase di ricostruzione, in collaborazione col Comune. Migliorare si può: l’importante è che la tutela costituisca il centro delle riflessioni progettuali di tutti gli attori. Se non ora quando?». Palazzine abbattute e ricostruite con volumi diversi, progetti modificati, parti di cinta mai prima conosciute e oggi in attesa di valorizzazione: sono molte le zone già interessate dalle modifiche, da Nord a Sud della città.
PALAZZINE ATER SANTA CROCE. «Molti proprietari di questi appartamenti hanno scelto di trasferirsi in un alloggio equivalente, lasciando l’abitazione», spiega Vittorini. «Per questo è stato deciso, d’intesa col Comune, di ridurre notevolmente i volumi delle palazzine (da cinque a tre), e di rilocalizzarle, traslandole a distanza adeguata dalle mura, dopo aver eseguito le indispensabili indagini archeologiche». CHIESA DEL CROCIFISSO. La chiesetta all’interno del parco del Castello ha nella sua struttura quello che resta della cinta muraria della zona Nord della città, in gran parte perduta. «L’obiettivo è valorizzare questa testimonianza», afferma Vittorini. «Nella muratura della chiesa c’è anche un torrione appartenente alla cinta».
CAMPO DI FOSSA. Nella zona che più di ogni altra ha contato vittime del sisma, ci sono costruzioni addossate alle mura liberate dai proprietari che hanno preferito alloggi equivalenti. «Si tratta in particolare di via Generale Rossi e via Sant’Andrea», come spiega la soprintendente, «con un’alta presenza di alloggi acquisiti al patrimonio comunale che possono essere modificati in modo da abbattere l’impatto visivo o addirittura delocalizzati». PIAZZA LAURETANA. All’attenzione della Soprintendenza è finito anche l’altro condominio “Case economiche Pt” in piazza della Lauretana, edificio che prima del sisma incombeva sulle mura fuori Porta Branconia e che si avvia a essere sostituito da volumi più bassi per restituire un’immagine più compatibile col contesto rispetto a quella precedente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

