Caserma inadeguata I vigili del fuoco: serve una nuova sede

Gasbarro, esponente del Conapo, sollecita una soluzione: «I soldi ci sono, ma manca l’area dove realizzare la struttura»
SULMONA. I mezzi parcheggiati all’aperto perché non c’è un garage interno, l’uscita in salita e con un semaforo che in inverno complica gli interventi improvvisi, spazi interni vecchi e angusti. Sono ormai più di 20 anni che si parla di una nuova caserma per i vigili del fuoco di Sulmona senza che si metta in pratica il progetto. Una cosa divenuta ormai necessaria, anche alla luce delle nuove tecnologie da usare nei soccorsi e delle nuove strumentazioni di cui dovrebbe godere la caserma. La piccola struttura, che si trova tra la Circonvallazione e il bivio per il Tratturo, ospita 32 pompieri divisi su quattro turni, che dalla fine degli anni ’60 si sono adeguati a una costruzione di proprietà della Provincia, che nulla ha di strategico né di agevole per gli oltre mille interventi e soccorsi che ogni anno in media svolgono. Per questo Dario Gasbarro, il responsabile territoriale del sindacato Conapo, torna a rilanciare la questione e a sollecitare una soluzione. L’assurdo della vicenda è che i soldi ci sono, circa 2 milioni di euro pronti nelle casse del ministero dell’Interno per costruire la nuova struttura, ma non c’è l’area su cui realizzarla.
E proprio questo nel corso degli anni si è rivelato un ostacolo insormontabile. A marzo 2018 era stato rispolverato il vecchio progetto di trasferire la caserma dei vigili del fuoco fra la Badia e la zona industriale. Precisamente su alcuni terreni della Casa Santa dell’Annunziata, nei pressi dell’Europa park hotel. Sui terreni, circa due ettari, di proprietà dell’Asp 2 dovevano sorgere una caserma moderna e attrezzata, una pista per elicotteri e una rimessa mezzi. A oggi, invece, camion e autobotti dei vigili del fuoco vengono parcheggiati di fronte alla sede della caserma, in un parcheggio pubblico aperto e non custodito, perché la rimessa interna non è abbastanza grande. Ma quei terreni dell’Asp2 sono a uso agricolo e per il Demanio non è stato sufficiente l’impegno del Comune di trasformarli in edificabili attraverso l’iter di una conferenza di servizi.
«Lanciamo un appello affinché si trovi quanto prima un terreno», sollecita Gasbarro, «siamo in una zona sismica ed è assurdo che in caso di terremoto proprio la nostra caserma sia quella più a rischio. Io lavoro qui da 31 anni e da quando ho cominciato sento parlare di questa nuova caserma. Ora basta aspettare, è il momento di agire, altrimenti nemmeno il vasto incendio del 2017 sul Morrone ci avrà insegnato nulla. In quell’occasione i nostri colleghi arrivati da fuori hanno dovuto dormire altrove perché qui non c’era posto. È da tempo che abbiamo manifestato l’esigenza di una nuova sede nella nostra città per una questione di sicurezza di un intero territorio». Richiesta supportata dagli oltre mille interventi eseguiti lo scorso anno, di cui si parlò il 4 dicembre scorso, in occasione di Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco, proprio per rilanciare la richiesta di una nuova sede. (f.p.)
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