Casetta dell’acqua, proteste per il degrado

9 Luglio 2015

La guardiola del campo di concentramento in abbandono, i cittadini invocano l’intervento del Comune

AVEZZANO. Guardiola del campo di concentramento e giardino ridotti a discarica e ritrovo di senzatetto, così i cittadini chiedono l’intervento della polizia locale. Una piccola oasi storica nella zona nord è stata trasformata in una pagina della vergogna per la città.

La piccola struttura, recuperata anni fa dall’allora amministrazione Spallone, è invasa da cartoni di vino e rifiuti di ogni genere. L’edificio era la guardiola del campo di concentramento presente in città nella Seconda guerra mondiale e poi negli anni Novanta venne risistemata e chiusa. Ora è nel degrado e i residenti hanno lanciato un appello chiedendo l’intervento della polizia locale affinché l’area venga ripulita soprattutto per la salubrità dell’ambiente. «La casetta dell’acqua, come viene denominata da anni, è in uno stato pietoso», hanno raccontato le famiglie che vivono nella zona, «la struttura si trova a due passi dalla scuola primaria “Don Bosco” ed è piena di immondizia. C’è un materasso e poi, ancora, diverse bottiglie di birra, scatole di vino e arbusti d’erba che ormai ricoprono l’intera area. La porta è stata scardinata già da diversi anni e l’interno della casetta è utilizzato spesso come bagno di fortuna o rifugio. La polizia locale è a 200 metri, facciamo appello agli agenti e al sindaco Gianni Di Pangrazio affinché venga scritta la parola fine su questa vicenda».

La casetta con la zona antistante potrebbe essere anche utilizzata per famiglie con bambini e anziani come ritrovo per trascorrere qualche ora all’aria aperta. Il degrado, però, impedisce ai residenti addirittura di transitare davanti all’edificio.

«La guardiola del campo di concentramento venne recuperata negli anni 90», ha spiegato Augusto Di Bastiano, del centro giuridico del consumatore, «nella zona sottostante c’è un serbatoio e fuori c’è una piccola area. Purtroppo la cura del verde pubblico in città lascia a desiderare e la casetta dell’acqua è uno di quei siti che ne risente. Se fosse pulita adeguatamente l’area potrebbe essere trasformata in un piccolo giardino con una panchina dove potersi fermare qualche ora. Bisogna curare di più questi piccoli angoli della città che negli ultimi tempi conoscono solo l’abbandono e il degrado. A settembre il bando per la pulizia delle strade è in scadenza, speriamo che il prossimo venga redatto con più attenzione».

Eleonora Berardinetti

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