Casetta in fiamme, famiglia perde tutto

Il rogo a Collebrincioni: sfollati ospitati dal parroco: «Qualcuno ci aiuti». Avviata gara di solidarietà
L’AQUILA. È bastata qualche ora per mandare a fuoco anni di sacrifici. Sabrina Paolucci domenica mattina era uscita insieme a suo figlio per delle commissioni, ma quando è tornata ha trovato la sua abitazione devastata dal fuoco. Per la casa in legno, costruita a seguito del terremoto del 2009, a Collebrincioni, non c’è stato nulla da fare, nonostante i vicini di casa abbiano avvertito immediatamente i vigili del fuoco, appena si sono accorti delle fiamme dall’interno dell’abitazione, vicina al centro del paese. «Probabilmente la causa scatenante è stata una stufa, il cui tubo di scarico è stato ostruito nei giorni scorsi dalla neve», racconta la donna, «con poche ore abbiamo perso tutto. Quella andata a fuoco era l’abitazione costruita dopo il terremoto nello stesso terreno della casa dove abitavamo nel 2009 e che non è stata ancora riparata».
La donna abitava nella casa di legno insieme al compagno e a due dei suoi tre figli. Della struttura è rimasta solo una parete esterna, che è stata immediatamente puntellata dai ragazzi del paese, ma che comunque dovrà essere abbattuta. La famiglia, in attesa di avere l’assegnazione di un Map, è attualmente ospitata nella casa parrocchiale, da don Manfredi Gelsomino, che ha anche avviato una raccolta fondi a favore della famiglia, insieme a Danilo Ciuffetelli presidente degli Usi civici di Collebrincioni e al consigliere comunale Daniele D’Angelo, originario della frazione. «Il problema è che molti Map della frazione sono stati depredati e non sono immediatamente disponibili», conclude la donna, «anche la nostra situazione finanziaria non è delle migliori. Speriamo davvero nella solidarietà dei concittadini».
Chi volesse aiutare la famiglia in difficoltà può fare una donazione tramite l’Iban lT10LO538703606000000123537.

