Casini al prefetto: «Qui serve l’Esercito»

La lettera del sindaco: troppa gente esce di casa e affolla le strade cittadine con il rischio che si formino assembramenti
SULMONA. Troppe persone in giro e il sindaco Annamaria Casini chiede l’intervento dell’Esercito. In una lettera inviata al prefetto, Cinzia Torraco, il primo cittadino chiede un supporto ulteriore come accaduto in altre emergenze di questo territorio, che possa integrare le altre forze dell’ordine al servizio della città.
«Le forze sul territorio sono tutte in strada h/24, su disposizione del questore e stanno facendo la loro parte», scrive il sindaco. «Per fortuna in Valle Peligna non ci sono ancora casi accertati di Covid 19, ma occorre preservare questa situazione con l’intensificazione del controllo sul territorio per assicurarsi che le persone rispettino le disposizioni e restino a casa. Molti hanno capito e stanno rispettando le norme. Troppi, sono coloro che escono affollando zone della città, soprattutto in aree periferiche, continuando a percorrere quelle strade con rischio di assembramento». Per il sindaco, inoltre, continuano a preoccupare i rientri in città e nei comuni circostanti di persone, da fuori regione, proprietari di seconde case o fuori sede per studio o lavoro. Un fenomeno che può diventare molto pericoloso. «Rinnovo per loro un accorato appello di restare a casa», conclude il primo cittadino, «solo con misure decise che si può vincere questa battaglia costringendo oggi anche i meno responsabili a restare a casa».
OSPEDALE. Nel frattempo il sindaco Casini offre posti di terapia intensiva a supporto degli ospedali dell’Aquila e degli altri presìdi che ne avessero bisogno. «Il reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Sulmona con 8 posti letto è a disposizione per supportare il nosocomio dell’Aquila e gli altri presìdi», afferma Casini. «E potrebbe accogliere i pazienti che necessitano di cure complesse e rianimazione da tutta la provincia e oltre, lasciando i posti letto del reparto aquilano ai casi più gravi affetti da coronavirus, in una logica di complementarietà e ottimizzazione di servizi e risorse aziendali. L’ospedale dell’Aquila, dedicato al Covid-19, deve poter avere tutto il sostegno per reggere un carico di cura specialistico», prosegue il sindaco. «In quello di Sulmona ci sono spazi (come l’ex reparto Utic, trasferito in altro stabile) che, con un minimo investimento, potrebbero consentire l’ampliamento di posti letto di terapia intensiva portandoli a 14, a vantaggio delle esigenze dell’intera Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e anche oltre. Già in questi giorni è stato accolto un paziente no Covid di Gallarate curato proprio in questo reparto, che potrebbe sostenere anche altre necessità di posti letto in altre discipline in grande sicurezza. Dobbiamo affrontare l’emergenza guardando a una sanità provinciale come un unico sistema».
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