Casini e Caruso, fronte unico sulla sanità

4 Ottobre 2020

Il sindaco di Sulmona rilancia: «Servizi carenti e mancanza di personale». E il Covid non dà tregua: segnalati altri 3 casi

SULMONA. Fanno fronte comune i sindaci dei due centri più importanti del Centro Abruzzo per denunciare lo stato di estrema precarietà in cui versa la sanità nel territorio. Carenza di personale specializzato, medici che continuano a mancare e zero attrezzature specifiche per affrontare l’emergenza Covid. Sia il primo cittadino di Sulmona Annamaria Casini che quello di Castel di Sangro Angelo Caruso puntano i piedi chiedendo l’immediata convocazione del Comitato ristretto dei sindaci per affrontare le criticità della sanità del Centro Abruzzo e le preoccupanti carenze nei servizi. «La riunione del Comitato ristretto era stata annunciata dal manager della Asl Roberto Testa lo scorso primo settembre, in occasione della sua visita a Sulmona insieme alla direttrice sanitaria Sabrina Cicogna, alla presenza dell’assessore regionale Nicoletta Verì e della consigliera Antonietta La Porta», afferma Casini. «A maggio, all’inizio della fase 2, avevo invitato a Sulmona i medici e sindaci della Valle Peligna e dal loro confronto era scaturito un dossier sulla sanità locale, che è sul tavolo dei vertici aziendali e regionali ormai già da tre mesi, con la richiesta esplicita di un confronto», precisa Casini. «Servono concorsi per adeguare in modo stabile le piante organiche di tutti i reparti del nostro ospedale che deve far fronte alle necessità sanitarie di un vasto bacino d’utenza. Vanno potenziati i servizi territoriali che devono avere un ruolo primario anche nella lotta contro l’emergenza Covid e va incrementato lo screening epidemiologico con tamponi e test sierologici non solo per individuare la rete dei contatti ma anche per prevenire il contagio nei luoghi di lavoro privati più a rischio e negli enti pubblici. E serve un macchinario veloce per processare i test. È ora che l’Asl e i vertici regionali diano risposte concrete alle numerose istanze di un’intera comunità locale in un confronto, il più costruttivo possibile», conclude Casini, «su quanto i sindaci chiedono da tempo nell’interesse dei cittadini anche di quest’altra area della provincia aquilana».
Intanto ieri tre persone, tutte della stessa famiglia, hanno allertato gli uffici dell’Azienda sanitaria per comunicare l’esito positivo del tampone che hanno fatto in maniera autonoma. Per tutti e tre è stata attivata la quarantena controllata, isolando tutti i contatti. Per una maggiore prudenza e cautela il tampone verrà ripetuto lunedì, come disposto per la conferma della positività che al momento per la Asl resta dubbia, seppur certificata dal tampone. Nelle prossime ore saranno effettuati nuovi tamponi al personale del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona dopo il caso dell’infermiere contagiato.
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