Casini: «Nel 2019 la svolta con sette scuole sicure»

Superati gli ostacoli nella maggioranza, in futuro più condivisione coi consiglieri Privatizzazione del servizio trasporti urbani e Museo Ovidio a Santa Caterina
SULMONA. Edilizia scolastica, attenzione al centro storico e cultura: sono i cardini che guideranno l’azione amministrativa che il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, anticipa al Centro per il 2019.
Quale il principale obiettivo del 2019 per la città?
«L’edilizia scolastica. Dopo due anni in cui si sono sciolti diversi nodi burocratici, siamo alla svolta e finalmente per 4 scuole, Masciangioli, Capograssi, Serafini, Di Stefano, entro l’anno inizieranno i lavori di adeguamento sismico, così come ormai siamo riusciti a concretizzare la prossima realizzazione di tre nuove scuole, Bagnaturo, Lombardo Radice con modifica dell’originario progetto e nuovo plesso. Tutto per 24 milioni».
E gli altri propositi per il nuovo anno?
«La rivitalizzazione del centro storico è un obiettivo strategico dell’amministrazione per una rinascita urbana di una delle più belle città d’Abruzzo con spiccata vocazione turistica. Questo passa attraverso il recupero dei palazzi storici. Siamo in attesa di avere l’esito del bando per acquisizione di risorse per i palazzi Meliorati e Mazzara, mentre avvieremo i lavori a palazzo San Francesco. Con il Demanio e il Cogesa stiamo lavorando per recuperare la ex caserma De Amicis, come pure all’adeguamento sismico della caserma della Finanza di piazza Garibaldi, per riportare uffici e servizi in queste sedi prestigiose. Poi, anche la riqualificazione completa dell’area della stazione ferroviaria, l’esternalizzazione dei trasporti urbani e la nuova convenzione con il Cogesa per un risparmio sulla Tari, grazie alla grande capacità di risposta dei sulmonesi che hanno portato la percentuale di raccolta differenziata a più del 75%».
E su cultura e turismo?
«Coi fondi del Masterplan si avvieranno i lavori per la valorizzazione dell’Abbazia, la riqualificazione dell’intera area celestiniana e Campo 78. Poi ci concentreremo sull’inaugurazione del Museo Ovidio nel complesso di Santa Caterina e sul miglioramento dei servizi nei due poli museali con la carta unica del turista per ingresso ai musei, sconti sui trasporti e attività convenzionate. Connessi a ciò sono la viabilità del centro storico e la revisione del regolamento del commercio con nuove e più qualificate attività fieristiche».
Il Bimillenario ovidiano è un’occasione persa?
«No, è stato realizzato un programma ricco e variegato per due anni, favorendo la riconoscibilità della nostra città come città di Ovidio, brand esportabile per la promozione. Con circa 200.000 euro di fondi pubblici e privati, acquisiti nei primi 6 mesi del mio mandato, sono state realizzate numerose iniziative di qualità, tra cui il prestigioso Convegno internazionale a cui ha partecipato il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Abbiamo creato un brand con un logo oggi presente a livello internazionale. Una bella sfida sarà far fruttare nel modo migliore i fondi della legge».
La sua maggioranza può definirsi compatta?
«Nonostante le grandi difficoltà che abbiamo avuto, la maggioranza ha puntualmente saputo superare gli ostacoli, dimostrando di trovare una responsabile compattezza sui grandi temi per la città. È importante in un momento di grande incertezza politica anche a livello regionale e nazionale. Proprio per questo credo che Sulmona abbia bisogno più che mai di governabilità».
Cosa si aspetta da queste elezioni regionali?
«Abbiamo subìto in questi anni l’effetto di una marginalizzazione geografica oltre che di debolezza demografica e ritengo fondamentale che la nostra città esprima un autorevole rappresentante in consiglio regionale che si batta per le numerose tematiche della città: sanità, lavoro, giustizia, Snam».
Si è dimessa due volte. Lo rifarebbe?
«Anche se per motivazioni diverse, sono stati due momenti in cui le mie dimissioni erano necessarie per ridefinire un percorso strategico a difesa del territorio e per la città. Nel primo caso per far sentire l’indignazione e la forte contrarietà al progetto Snam e portare il tema alla discussione nazionale, come è avvenuto. Nel secondo per ridefinire un equilibrio politico-amministrativo e ricreare un percorso di governabilità».
Pentimenti?
«Ci sono alcune scelte, sia politiche che amministrative, fatte soprattutto all’inizio del mandato che non rifarei».
Ha rimpianti nel 2018?
«Non aver potuto dedicare più tempo ai consiglieri per una maggiore condivisione e partecipazione allo sviluppo di progetti. Così come non aver curato al meglio un dialogo continuo con la gente, in alcuni casi, ha penalizzato il mio rapporto con la città. Sono questi gli aspetti da migliorare nel nuovo anno, perché credo che i risultati arriveranno solo in un clima di rinnovata cooperazione per il futuro di Sulmona».
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