Casini vara la nuova giunta comunale

Entrano Bianco, Zavarella e Di Cesare, confermati Mariani e Cozzi. Di Masci si tira fuori, mozione di sfiducia dell’opposizione
SULMONA. Pronta la nuova giunta. Ieri sera dopo una giornata di trattative frenetiche e convulse il sindaco Annamaria Casini ha sciolto gli ultimi dubbi rendendo noti i nomi degli assessori che l’accompagneranno in questa ultima fase di mandato amministrativo. Non ci sono sorprese dell’ultim’ora con Stefano Mariani e Manuela Cozzi confermati nell’esecutivo composto anche dalla commercialista Marina Bianco, dall’avvocato Luigi Di Cesare e dal presidente del Consorzio acquedottistico Salvatore Zavarella.
Quest’ultimo accettando la nomina di assessore decade automaticamente dal ruolo che ricopre nel Consorzio di Pratola. Le deleghe saranno assegnate lunedì mattina, l’unica indiscrezione è che si rafforzano le quote rosa con la Bianco che andrà a ricoprire anche il ruolo di vicesindaco. Un parto complicato, come detto, con Bruno Di Masci che prende le distanze dal nuovo esecutivo e dagli altri due consiglieri Antonio Di Rienzo e Claudia Fauci che hanno invece confermato sostegno al primo cittadino inserendo in giunta Luigi Di Cesare e Marina Bianco. Già da oggi l’ex sindaco formalizzerà l’uscita dal gruppo consiliare del Partito democratico per tornare al suo gruppo originario “Sulmona Territorio” con il quale entrò in consiglio nel 2016. Uno strappo che molto probabilmente renderà più fragile la maggioranza con una perfetta parità con l’opposizione: otto contro otto con il solo voto del sindaco a fare la differenza.
Intanto proprio ieri mattina sei consiglieri d’opposizione hanno depositato la mozione di sfiducia al sindaco, che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale e che è stata sottoscritta da Maurizio Balassone, del movimento Sbic, Elisabetta Bianchi e Mauro Tirabassi che hanno ufficializzato la costituzione del nuovo gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Francesco Perrotta e Fabio Pingue, di Italia Viva, e da Roberta Salvati della Lega Salvini.
Alla presentazione della mozione i sei consiglieri hanno annesso la richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale. Per l’approvazione della mozione di sfiducia, che segnerebbe il licenziamento del sindaco, occorrono almeno nove voti a favore, la maggioranza semplice del consiglio comunale. Ma, al momento, sono otto contro otto contando il probabile voto di Di Masci che fin dal primo giorno della crisi, ha ripetutamente dichiarato che per lui l’esperienza del sindaco Casini alla guida del Comune poteva dirsi conclusa. Nonostante la fumata bianca che ha portato al varo della nuova giunta, la situazione a palazzo San Francesco resta molto delicata con la sorte del primo cittadino che rimane appesa a un filo molto sottile.
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