Caso Bertolaso, escluse alcune parti civili dal Grandi rischi bis all'Aquila

No del giudice Gargarella. Nel procedimento non entreranno gli “esclusi” dalla sentenza della Corte d’Appello

L’AQUILA. L’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso rischia di finire sotto processo per il filone satellite alla vicenda giudiziaria legata alla commissione Grandi rischi. Ma nell’eventuale procedimento (l’udienza dal gup si terrà a settembre), non entreranno quelle parti civili escluse dalla sentenza della Corte d’Appello. Così ha decretato il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella che ha disposto, come richiesto dal pm, l’archiviazione per Bertolaso dell’accusa di omicidio colposo limitatamente alla posizione di alcune delle vittime del sisma. Ciò significa che resteranno escluse da un eventuale processo tutte le parti civili tagliate già fuori dalla sentenza d’appello che ha disposto l’assoluzione di sei dei sette ex componenti della Grandi rischi. La vicenda è scaturita dall’opposizione delle famiglie delle vittime del sisma alla richiesta di archiviazione nei confronti di Bertolaso, indagato per omicidio colposo e lesioni colpose in un processo parallelo al principale. Dopo le prime due richieste di archiviazione, formulate dal pm Fabio Picuti, entrambe respinte dal gip Gargarella, il fascicolo è stato avocato dalla Procura generale della Repubblica e affidato a Romolo Como. Quest’ultimo, dopo ulteriori indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio di Bertolaso e allo stesso tempo l’archiviazione in relazione ai fatti per i quali è intervenuta l’assoluzione in appello. Cosa, questa, contro la quale i legali di parte civile, a cominciare dall’avvocato Wania Della Vigna, hanno presentato opposizione.

Il gip nell’ordinanza di archiviazione afferma «che l’accusa non sarebbe completamente insostenibile come ha provato l’esservi stata una pronuncia di condanna in primo grado, ma il giudizio prognostico sulla possibilità di una condanna che arrivi in giudicato appare altamente sfavorevole, alla luce delle precisazioni della Corte d’Appello... Dubbi che comunque non pongono ostacolo alla proposizione di un’azione civile, ma che allo stato attuale impediscono di far pronosticare un esito positivo all’esercizio dell’azione penale».

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