Crolla il soppalco, 69enne ferito gravemente: condannati la parrocchia e gli alpini

Carsoli, l’uomo è precipitato nel vuoto per diversi metri, fino a schiantarsi contro una stufa metallica e alcune sedie. A distanza di oltre otto anni, il tribunale ha condannato la parrocchia Madonna del Carmine e l’Associazione Nazionale Alpini al pagamento di un risarcimento di 110.000 euro
CARSOLI. Una struttura realizzata in polistirolo e legno, coperta da un tappeto di moquette. Divenuta una trappola per un anziano di Carsoli, precipitato nel vuoto per diversi metri, fino a schiantarsi contro una stufa metallica e alcune sedie. A distanza di oltre otto anni il Tribunale di Avezzano ha condannato la Parrocchia Madonna del Carmine e l’Associazione Nazionale Alpini (Ana) – Gruppo “Emidio Cimei” – al pagamento di un risarcimento da 110.000 euro.
L’accaduto risale al 4 novembre 2017. La vittima, all’epoca 69enne e frequentatore abituale della parrocchia - difesa nel procedimento giudiziario dall’avvocato Berardino Terra - era salita su un soppalco in un locale attiguo alla chiesa per riporre le bandiere dell’associazione Alpini. Mentre camminava sulla struttura, la porzione di solaio realizzata in polistirolo ha ceduto improvvisamente.
La caduta ha cagionato all’uomo un grave politrauma: fratture scomposte al femore, costole rotte e contusioni polmonari. Con una prognosi iniziale di 40 giorni e un lungo calvario tra rianimazione e riabilitazione. La perizia medico-legale ha accertato un’invalidità permanente e un disturbo ansioso-depressivo reattivo derivato dal trauma. Il Tribunale ha escluso il concorso di colpa della vittima: l’insidia era occulta e non percepibile con l’ordinaria diligenza. Nonostante la parrocchia avesse concesso il locale in comodato agli Alpini, il giudice ha stabilito una co-custodia funzionale. La Curia, in quanto proprietaria, non ha vigilato sulla sicurezza strutturale del bene, mentre l’Ana, che gestiva il soppalco come deposito, non ne ha verificato l’idoneità al calpestio. La somma finale, comprensiva di interessi e rivalutazione, supera i 110.000 euro.
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