Comunicato Stampa: Migranti morti a Chioggia

12 Maggio 2026


(Arv) Venezia, 12 maggio 2026

“Chi insulta la UIL Veneto per aver donato 500 euro per contribuire al rimpatrio delle salme di tre lavoratori morti in un incidente stradale nel Veneziano non rappresenta il Veneto. Rappresenta solo una minoranza rumorosa, avvelenata dall’odio, incapace perfino di fermarsi davanti alla morte. A Roberto Toigo e alla UIL Veneto va la mia solidarietà: hanno fatto un gesto di umanità, semplice e doveroso. E davanti all’umanità non si sputa veleno”.
Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo sulle offese social rivolte alla UIL Veneto dopo la decisione del sindacato di contribuire alle spese per il rimpatrio delle salme dei tre migranti morti nell’incidente di Chioggia.
“Qui non stiamo parlando di ideologia, di partiti, di propaganda o di dibattiti sull’immigrazione – prosegue Zaia –. Qui stiamo parlando di tre persone morte. Tre lavoratori. Tre uomini che erano venuti nella nostra terra per lavorare, raccogliere prodotti agricoli, fare lavori duri, spesso faticosi, spesso invisibili. Dietro quelle salme ci sono le loro famiglie, i loro bambini. E chi davanti a tutto questo trova il tempo di scrivere ‘fate schifo’ o ‘vergognatevi’ dovrebbe vergognarsi davvero, ma di se stesso”.
“Il Veneto – aggiunge il Presidente – è una terra che conosce bene cosa significhi emigrare. I nostri nonni, i nostri padri, tanti veneti sono partiti per la Svizzera, per la Germania, per il Belgio, per le Americhe, per l’Australia. Hanno lasciato case povere, campagne difficili, famiglie spezzate dalla necessità. Sono andati a lavorare all’estero, spesso trattati con diffidenza, talvolta con disprezzo, ma portando con sé dignità, fatica, sacrificio. Prima di insultare tre lavoratori morti e chi prova ad aiutare le loro famiglie, questi cuori di pietra pensino ai nostri emigranti”.
“C’è un limite che anche nei commenti sui social non si dovrebbe mai superare – sottolinea Zaia – ed è il disprezzo davanti alla morte. Si può discutere di tutto: del lavoro, dell’integrazione, della sicurezza, dei controlli. Ma quando tre lavoratori perdono la vita, la prima parola deve essere rispetto. Non odio. Rispetto”.
“Difendo la UIL Veneto perché in questa vicenda ha fatto una cosa giusta – conclude Zaia –. Ha scelto la compassione concreta, non le chiacchiere. Ha dato un aiuto piccolo nella cifra, ma grande nel significato. Il Veneto vero non è quello degli insulti vomitati sui social. Il Veneto vero è quello del lavoro, della solidarietà, della dignità, delle comunità che sanno essere vicine ai lavoratori e alle loro famiglie. I leoni da tastiera restino pure nel loro rancore: non parlano a nome nostro”.

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