Caso Bertolaso, l’ora del verdetto

Oggi repliche di Pg, parti civili e la difesa. Poi la camera di consiglio. Dubbi sulla data di prescrizione
L’AQUILA. Per accusa e parti offese questa è l’occasione per conclamare una volta per tutte gli errori della Protezione civile all’Aquila. Per la difesa siamo di fronte a un processo che non doveva nemmeno iniziare dopo due richieste di archiviazione della Procura. Oggi, dunque, va a sentenza il processo sul mancato allarme a carico di Guido Bertolaso, 66 anni, ex capo della Protezione civile, ritenuto l’ispiratore della riunione dell’ex commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 dalla quale sarebbe uscito un messaggio tranquillizzante sull’ipotesi di un forte sisma all’Aquila che, purtroppo, ci fu il 6 aprile. Una riunione indetta, per l’accusa, per far tacere il tecnico del radon, Giampaolo Giuliani, il quale aveva messo in giro voci di ben altro tenore. La prova regina resta la telefonata tra Bertolaso e l’ex assessore regionale Daniela Stati in cui Bertolaso parla di operazione mediatica per tranquillizzare la gente.
Questa mattina repliche della Procura generale poi toccherà alle parti civili e al difensore di Bertolaso, l’avvocato Filippo Dinacci, che farà le sue controrepliche ribadendo che nessuno degli scienziati ha mai ammesso di essere stato condizionato da Bertolaso.
Seguirà la camera di consiglio del giudice monocratico Giuseppe Grieco, il quale valuterà la richiesta di condanna a 3 anni di carcere fatta dal titolare dell’indagine, l’avvocato generale, Romolo Como.
Il processo è ormai prescritto visto che Bertolaso non intende rinunciarvi diversamente da quanto annunciato quando era tra i possibili candidati a sindaco di Roma.
La prescrizione secondo un primo calcolo dovrebbe scattare il 6 ottobre, ma molti legali ritengono che, a fronte della sospensione di alcuni mesi che ci fu a causa del sisma, potrebbe slittare all’inizio del prossimo anno. Ma, nella sostanza, non cambia nulla.
Quanto rischia Bertolaso in caso di condanna? Difficile che la ipotetica sanzione superi la pena inflitta al suo ex vice, Bernardo De Bernardinis: due anni con la condizionale per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Anche perché l’accusa ritiene che, sia pure a fronte di due diversi procedimenti, essi abbiano agito in cooperazione colposa nell’ambito di contestazioni molto simili.
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