Caso Cimoroni, confermato il dissequestro

Cassazione boccia il ricorso del pm che chiedeva di rimettere i sigilli ai 4 milioni del commerciante
L’AQUILA. Procura bocciata anche dalla Cassazione in relazione a un ingente sequestro di beni per 4 milioni a carico di un commerciante di auto aquilano, Oreste Cimoroni.
L’accusa è quella di aver costituito un trust per sottrarre i suoi beni alle procedure esecutive relative a cartelle esattoriali emesse dal Fisco. La costituzione di un trust, istituto tipico introdotto dal diritto anglosassone, e la successiva immissione di immobili e disponibilità finanziarie, ha l’effetto di rendere i beni patrimonialmente indipendenti e di proteggerli da possibili sequestri. In precedenza il tribunale del Riesame aveva annullato il provvedimento di sequestro del gip. L’accusa, come detto, poggiava su un presunto uso fraudolento del trust. Le investigazioni di natura economico-finanziaria avrebbero permesso, secondo le tesi degli uomini del Comando provinciale delle Fiamme Gialle, di individuare il sospettato, che, a fronte di cartelle esattoriali emesse nei suoi confronti per oltre quattro milioni di euro, si sarebbe spogliato del proprio patrimonio immobiliare al fine di sfuggire alle misure di riscossione coattiva avviate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (già Equitalia). I giudici aquilani, però, sono stati di diverso avviso.
La Procura della Repubblica, pertanto, si era rivolta alla Cassazione per ottenere il ribaltamento della decisione dl Riesame.
Ieri, però, la terza sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. In sostanza Cimoroni, che in questo lungo iter giudiziario è assistito dagli avvocati Antonio Valentini e Sabrina Altamura, resta in possesso dei suoi beni.
Difficile, a questo punto, che la Procura ritenga che ci siano gli elementi per affrontare un processo. (g.g.)
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