Caso Colantoni, scontro infinito

Morte dopo la fuga dall’ospedale. Il pm: archiviare. Le parti lese: opposizione
L’AQUILA. Una battaglia legale infinita quella tra il pm che vuole archiviare e le parti lese che chiedono il processo. Al centro della vicenda la morte di Arcangelo Colantoni che, uscito senza permesso dal San Salvatore,dove era ricoverato, fu poi trovato morto dopo pochi giorni. Il pm ha chiesto per la terza volta di archiviare, ma c’è opposizione: deciderà il gip.
«Nonostante un quadro di accertata responsabilità», dicono gli avvocati Aldo e Gaetana Di Ianni, «la Procura chiede ancora una volta di archiviare tentando di impedire ostinatamente che la vicenda approdi in giudizio. Sede nella quale, nel completo confronto tra le parti, si acquisiscono le prove. La stessa Procura non ha potuto contestare, dandolo per provato, lo stato di incapacità di intendere e volere di Colantoni durante il ricovero». I legali affermano che «alla luce delle fonti di prova, documentazioni sanitarie, rapporto dei Nas, perizia del Ctu, le cui conclusioni sono state quasi del tutto riformulate in fase di esame di udienza, il pm ha dovuto ammettere che Colantoni non era stato curato assolutamente durante il ricovero».
«La richiesta di archiviazione», proseguono i due avvocati, «non trova alcuna reale motivazione nelle carte processuali e lascia sgomenti l’ostinazione per la quale si vorrebbe privare la famiglia Colantoni di un processo». Ora tutto è in mano al giudice, ma le parti lese stanno pensando a un’avocazione.
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