Caso De Laurentiis, altri trenta tamponi

12 Settembre 2020

Attesi domani gli esiti per il personale dell’albergo. Ricostruiti i contatti del patron del Napoli, ipotesi contagio da un dirigente

CASTEL DI SANGRO. A contagiare il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, potrebbe essere stato un dirigente della società partenopea andato via il giorno prima della conclusione del ritiro. A questa conclusione sarebbero arrivati i funzionari dell’Asl dopo aver ricostruito il tracciato dei contatti avuti dal presidente De Laurentiis.
Ieri mattina trenta persone tra dipendenti e collaboratori dell’albergo che ha ospitato il ritiro del Napoli si sono presentati al pre-triage di Castel di Sangro per fare i tamponi. Sono presumibilmente le persone che hanno avuto contatti con De Laurentiis. Sono tutti asintomatici, nel senso che non avvertono al momento particolari situazioni di malessere, febbre o altri sintomi che potrebbero far pensare a un contagio. Domani dovrebbe essere reso noto l’esito dei test e solo nel caso in cui si dovessero riscontrare positività scatterebbero le misure previste per contenere l’eventuale diffusone del contagio. Al momento sono tutti tranquilli, anche perché, secondo gli addetti ai lavori, non ci sarebbero le condizioni per una tale evenienza.
«Nessun residente è risultato positivo durante e dopo il ritiro del Napoli», tiene a ribadire il sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso, «perché sono state rispettate tutte le misure per tenere alla larga il virus. A ogni buon conto aspettiamo l’esito dei tamponi per chiudere definitivamente questo discorso e riprendere la vita di tutti i giorni sempre tenendo ben presente il rispetto delle misure di prevenzione fondamentali: mascherina, distanziamento sociale e lavare molto spesso le mani». Per il sindaco Caruso, a conforto dell’improbabilità della contaminazione allargata, ci sarebbe il decorso dei sei giorni dalla ripartenza della squadra partenopea senza che alcuno abbia manifestato sintomi riconducibili alla patologia. «Resta inteso», conclude il sindaco, che è stato tra i primi a sottoporsi al tampone, risultato negativo, «che gli esiti degli esami li comunicherò non appena acquisiti, in modo da poter agire di conseguenza sia in un verso che nell’altro. Durante il ritiro della squadra partenopea, tutto è filato liscio, con grande dispiegamento di personale medico e di attrezzature da parte dell’Asl per fronteggiare eventuali casi di contagio che si sarebbero potuti verificare a seguito dell’annunciata invasione dei tifosi napoletani che alla fine non è risultata poi così massiccia. Anzi, alla fine non è stato registrato nessun caso positivo né tra i tifosi né tra i residenti, fatta eccezione per il contagio da coronavirus della giornalista campana, rientrata poco prima dalla Sardegna e che stava seguendo l’evento sportivo insieme a sette colleghi.
Tutti gli operatori dell’informazione coinvolti sono risultati negativi, anche se hanno dovuto trascorrere il periodo di isolamento all’interno dell’albergo di Castel di Sangro che li ospitava. Il gruppo di giornalisti già da qualche giorno è rientrato nel proprio domicilio di residenza per completare il ciclo della quarantena obbligatorio in accordo con l’azienda sanitaria di Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
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