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5 Agosto 2024

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AVEZZANO. La Regione si fa portavoce con il Governo per la convocazione di un tavolo nazionale su LFoundry. La preoccupazione che affligge ormai da mesi i 1.400 dipendenti dell’azienda dove si producono memorie volatili e sensori d’immagine è cresciuta ulteriormente nelle ultime settimane con la notizia del ritorno alla turnazione da 8 ore. Dopo 24 anni i vertici del sito hanno comunicato che dall’1 ottobre le 12 ore, per le quali la maggior parte dei lavoratori di LFoundry ha dovuto rivoluzionare le proprie abitudini di vita, andranno in pensione e al loro posto arriveranno tre turni da 8 ore grazie ai quali la fabbrica potrà continuare a operare a ciclo continuo. Da una prima comunicazione dell’amministratore delegato, Marcello D’Antiochia, ai dipendenti, si è appreso che ci saranno sei giorni di lavoro – strutturati su due mattine, dalle 6 alle 14, due pomeriggi dalle 14 alle 22 e due notti dalle 22 alle 6 – e poi tre giorni di riposo. Questo potrebbe comportare anche un taglio del salario che dovrebbe oscillare tra i 100 e i 200 euro, a seconda della mansione. La questione turni sarà al centro di un primo incontro tra azienda e sindacato fissato per domani alle 10. Presente anche Confindustria L’Aquila. Le organizzazioni sindacali, oltre a chiedere delucidazioni sulla turnazione, sulla quale cercheranno di strappare delle agevolazioni per i lavoratori andando a mediare con i vertici della fabbrica, pretenderanno chiarimenti sul contratto con il mono – cliente, On semiconductor, in scadenza a fine anno. Intanto la Regione Abruzzo, tramite l’assessore Tiziana Magnacca, sta premendo per portare sui tavoli nazionali la questione LFoundry. Il tavolo istituzionale al ministero del Made in Italy, richiesto non solo dai sindacati, ma anche dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, e al centro di un’interrogazione presentata dal senatore Michele Fina (Pd) e dalla senatrice Gabriella Di Girolamo (M5S) tarda a essere convocato. «L’incontro in Regione non si è tenuto, anche se era stato convocato, perché l’azienda aveva chiesto di incontrare prima in fabbrica i sindacati», ha spiegato l’assessore regionale alle Attività produttive, Magnacca. «So che si sono incontrati, ma il loro confronto non ha fugato i dubbi delle parti sociali sul futuro dell’azienda. Come Regione abbiamo inoltrato a Roma la richiesta per il tavolo nazionale». La Regione si è mossa quindi per bussare alle porte di via Molise e spostare di nuovo nella capitale il confronto sul futuro dell’azienda più grande del territorio. Un auspicio non solo per i rappresentanti istituzionali, ma anche per i sindacati e per i tanti lavoratori che attendono risposte sul loro futuro. «Posso già annunciare che riconvocheremo tutti in Regione a settembre», ha concluso l’assessore, «e solleciteremo, se ce ne sarà bisogno, la convocazione del tavolo nazionale per ridurre al minimo questa conflittualità tra azienda e organizzazioni sindacali. Sento la responsabilità di ciascuna famiglia sulle mie spalle».