Caso-Russia, opposizione all’attacco del sindaco

Trasferta a Mosca, la minoranza di centrosinistra presenta un’interrogazione «Biondi chiarisca subito la motivazione del viaggio, le spese e la delegazione»
L’AQUILA. «Che ci è andato a fare il sindaco Pierluigi Biondi in Russia? Che risultati ha portato per la sua città? Chi faceva parte della delegazione? A che titolo? Chi ha pagato?».
Una serie di domande che i consiglieri di minoranza dei gruppi consiliari del Pd e del Passo Possibile metteranno in una interrogazione che attende la risposta da parte del primo cittadino.
L’iniziativa è stata presentata da Stefano Palumbo, Americo Di Benedetto, Paolo Romano, Emanuela Iorio, Stefano Albano, Elia Serpetti e Antonio Nardantonio.
«Del viaggio non c’è traccia nell’albo pretorio del Comune dell’Aquila», ha esordito Stefano Palumbo. «Sui giornali è uscito uno stringato comunicato stampa che parla di importanti opportunità, altre notizie sono reperibili solo su internet cliccando sui motori di ricerca».
«Proprio andando a spulciare abbiamo scoperto che della delegazione aquilana faceva parte anche un certo signor Gabriele Rossi, che sul proprio profilo si dà il merito dell’incontro, e nessuno conosce se, ed eventualmente a che titolo, facesse parte della delegazione». Sul suo sito internet personale, infatti, Rossi scrive che «il 12 ottobre dello scorso anno avevo proposto al sindaco Pierluigi Biondi di valutare la fattibilità di un agreement di collaborazione tra il Comune dell’Aquila e la città di Mosca nella persona di Sergey Cheremin, ministro del Dipartimento degli affari esteri e relazioni internazionali del governo di Mosca». Rossi si muoverebbe in qualità di componente della Commissione “cabina di regia per L’Aquila Smart City”. «Il 26 marzo scorso ho accompagnato il sindaco Biondi a Mosca dove il 27 marzo ha siglato l’Accordo con il ministro Cheremin», continua Rossi che si autodefinisce un “lobbista”, ovvero un tecnico che rappresenta un gruppo di interesse e che ha l’obiettivo di comunicare con chi gestisce il processo decisionale per influenzarlo. Il centrosinistra aquilano ha fatto molte domande. «Ci aspettiamo una risposta seria. Non la solita risposta un po’ sprezzante del sindaco Biondi», ha detto Stefano Albano, «come quella che ci accusa di volere una mangiatoia solo perché stiamo cercando di far rispettare i nostri diritti elettorali». Il riferimento è alla questione dell’anatra zoppa, il ricorso in tribunale che potrebbe ridisegnare il consiglio comunale mandando in minoranza i consiglieri di centrodestra che appoggiano il sindaco. (r.p.)
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