Caso Tancredi, licenziamento definitivo

9 Aprile 2019

La sentenza rigetta l’opposizione: è stato pagato per consulenze esterne a imprese in assenza dell’ok dell’Asl

L’AQUILA. Il giudice del lavoro, Anna Maria Tracanna, con sentenza che chiude il procedimento (comunque appellabile), ha confermato la legittimità del licenziamento di Pierluigi Tancredi, già funzionario Asl.
Un provvedimento adottato dall’Azienda sanitaria per via dell’attività di consulenze esterne e mediatore d’affari, da questi svolti a fine di lucro in assenza delle preventive autorizzazioni rilasciate dall’Asl.
L’Azienda sanitaria, assistita dall’avvocato Piermichele De Matteis, lo aveva licenziato senza preavviso decisione che fu contestata davanti allo stesso giudice di primo grado che, con ordinanza, il 15 giugno del 2018, ritenne corretto il licenziamento dell’ex assessore comunale.
Nel ricorso si era eccepito il licenziamento per essere stati commessi i fatti in epoca antecedente al nuovo regolamento, ma anche per la violazione del principio di parità di trattamenti rispetto ad altra addetta Asl con medesime contestazioni disciplinari. Ma si è anche ritenuta sproporzionata la sanzione.
Diverso il parere del giudice. «La gravità e la reiterazione delle condotte», si legge nel provvedimento, «protrattesi per anni, unitamente alla recidiva, non lasciano dubbi in ordine alla congruità e alla proporzionalità della sanzione nella sua massima misura e, al tempo stesso, escludono qualsiasi valutazione comparativa rispetto a fattispecie relative ad altra dipendente Asl, non consentita e neppure rilevante. Non colgono nel segno le censure sulla inapplicabilità del Codice disciplinare atteso che le previsioni sanzionatorie applicate al ricorrente sono contenute in atti normativi e nel Contratto collettivo nazionale di lavoro del 2004 pienamente vigente all’epoca dei fatti contestati».
«Quanto all’affidamento riposto del lavoratore nell’aver comunque richiesto un’autorizzazione a svolgere consulenza alle imprese», dice ancora il giudice, «occorre sottolineare che, come si legge nella richiesta inoltrata da Tancredi al datore di lavoro, si fa riferimento “a un’attività istituzionale consistente in consulenza e imprese, con la precisazione che detta attività verrà svolta senza fine di lucro” ad attività con caratteri opposti rispetto agli incarichi retribuiti... che, invece, sono stati svolti dal ricorrente, titolare di partite Iva, in modo continuativo, con sistematicità nei confronti di diversi committenti percependo introiti che per il loro importo escludono la natura occasionale».
Tancredi è ancora sotto processo nell’ambito di alcune delle principali inchieste su appalti e corruzione nel post-terremoto, vicende vicine alla prescrizione.
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