Cassette di sicurezza, Comune perde le chiavi

9 Ottobre 2018

L’ente dovrà sborsare 700 euro al fabbro per l’apertura: due dipendenti escludono responsabilità

L’AQUILA. Il Comune ha perso le chiavi di tre cassette di sicurezza che si trovano nella sede della Bper in via Strinella e ora dovrà sborsare più di 700 euro per pagare un fabbro che le dovrà aprire probabilmente tagliandole come insegnava Totò nel film “I soliti ignoti”.
La notizia non arriva da qualche “talpa” dentro Palazzo Fibbioni, ma da una determina dirigenziale pubblicata sull’albo pretorio del Comune, determina con cui si impegna la spesa e si rifà la storia della vicenda. Il Comune fino al 2015 aveva dei documenti e dei valori conservati in un deposito all’interno della filiale 4 della Bper quella che si trovava nel palazzo dei Combattenti a due passi dalla Fontana luminosa. Nel marzo del 2015 furono avviati i lavori per la ristrutturazione del palazzo (inaugurato di recente e che tornerà a essere sede della Fondazione Carispaq) e quindi ci fu la necessità di sgomberare l’edificio e trasferire il materiale. Il Comune dovette noleggiare tre cassette di sicurezza nella sede centrale Bper, cosa che il sindaco dell’epoca Massimo Cialente fece, firmando «3 contratti concernenti l’accesso a numero 3 cassette di sicurezza: contratto 50027161 cassetta 20270, contratto 50027162 cassetta 20269 e contratto 50027163 cassetta n. 20271».
Sempre nella determina si legge che il regolamento allegato ai contratti prevede che ogni «cassetta ha uno sportello munito di serratura la quale non può essere né aperta né chiusa se non con il concorso di due differenti chiavi, una che può essere comune a più serrature tenuta dalla Banca e l’altra, in un unico esemplare, tenuto dall’intestatario» e cioè in questo caso dal Comune. Qualche settimana fa l’Economato ha chiesto per esigenze d’ufficio che le tre cassette venissero aperte per prelevare documenti o valori e a quel punto ha interpellato i due dipendenti comunali che avrebbero dovuto avere le chiavi in base a una nota del gennaio 2015 con la quale erano stati delegati ad “accedere” alle cassette. Ma i due hanno risposto con nota del 21 settembre, con la quale comunicano «di non ricordare di aver sottoscritto i contratti di che trattasi e tantomeno di aver depositato le proprie firme secondo quanto prescritto dal regolamento». Dunque le chiavi non si trovano e al Comune non è rimasto altro che presentare denuncia di smarrimento alla Polizia municipale. Ai primi di ottobre è stata revocata la delega ai due dipendenti che hanno detto di non sapere nulla delle chiavi, delega che è stata affidata ad altri due dipendenti. Senza chiave le tre cassette di sicurezza possono essere aperte solo con l’intervento di un fabbro che dev’essere però di totale fiducia della banca (per ovvi motivi). Il lavoro, da quanto è stato possibile sapere, sarà fatto all'inizio della prossima settimana. Il Comune potrà così recuperare il suo tesoretto, ma gli costerà 238 euro a cassetta per un totale di 714 euro.
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