Cassettone di legno sparito da 48 anni Appello del sindaco

18 Novembre 2016

Carapelle Calvisio, venne spostato dalla Soprintendenza Di Cesare: vogliamo che torni nella nostra chiesa

CARAPELLE CALVISIO. Nel 1968 fu smontato e affidato alla Soprintendenza per i beni artistici. Era molto malandato, e necessitava di una robusta opera di restauro che il Comune di Carapelle Calvisio non poteva permettersi. Da allora, a distanza di ben 48 anni, del “cassettonato” ligneo del ‘600 che adornava la chiesa di San Francesco di Assisi, si sono perse le tracce. Semplicemente scomparso. A voler percorrere l’ipotesi di più benevola, si potrebbe pensare che sia stato “dimenticato” in qualche deposito nei sotterranei del Forte Spagnolo, dove fino al terremoto del 2009 aveva sede la Soprintendenza, che nel frattempo ha cambiato nome. A voler pensare male, invece, ben altre ipotesi si affacciano alla mente. Non si può affatto escludere, infatti, che possa essere andato perduto. Del “cassettonato”, semplicemente non si parla più. Le tracce della sua esistenza, oltre a essere scolpite nella memoria degli abitanti di Carapelle Calvisio, sono contenute nel libro “I centri minori della provincia di L’Aquila” di Giuseppe Chiarizia e Stefano Gizzi, del 1987 (dal quale è tratta la foto pubblicata a fianco), e nell’inventario dei beni redatto dal “Regio ispettore dei monumenti” nel 1895, conservato nell’archivio storico comunale. Ora il sindaco di Carapelle, Domenico Di Cesare, vorrebbe che il prezioso cassettonato, sul quale un anonimo artista aveva inciso scene della vita di San Francesco, tornasse a casa. «Adesso che abbiamo i soldi della ricostruzione post sisma», afferma, «ci piacerebbe riaverlo per poterlo rimettere al suo posto, dopo quasi 50 anni di assenza». La chiesa del XV secolo (foto a destra), che si era salvata nel 2009, ora è stata chiusa a scopo precauzionale dopo il terremoto di Amatrice per alcune crepe che si sono aperte in corrispondenza dell’altare maggiore. (a.b.)

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