Castel del Monte, residenti mobilitati per spalare la neve

Il Comune si è dotato di turbine manuali e motoslitte Aiuti ai malati per le terapie e a chi era bloccato in casa
CASTEL DEL MONTE. Una mano lava l’altra. Così si dice nei paesi montani che hanno imparato per la loro collocazione e la loro storia che quel che conta, per superare le avversità, è l’aiuto reciproco, il rimboccarsi le maniche subito, prima ancora di afferrare il telefono per chiedere aiuto. Nelle sue rimesse Castel del Monte, forse l’unico Comune in tutto l’entroterra, ha due turbine manuali, due spartineve con turbina, due motoslitte, un battipista con tutta l’attrezzatura necessaria per affrontare le nevicate più abbondanti. Prima che il maltempo, all’inizio del mese, si abbattesse sul paese entrato nel club dei Borghi più belli d’Italia, l’amministrazione comunale di Castel del Monte aveva già messo in campo la sua parte di aiuto e di sostegno ai vicini di confine: Calascio e Villa Santa Lucia, quest’ultima attualmente ancora isolata per la neve e lontana dal tornare alla normalità. La sera del 17 la neve è arrivata anche qui, “inghiottendo” gli archi che si aprono sulla miriade di vicoli e stradine, le scalette che collegano ogni porzione del paese, i portoni, le finestre. Dentro, quasi murati da due, tre, quattro metri di neve, decine di cittadini per lo più anziani. «Ci sono ancora alcune famiglie che non riusciamo a raggiungere nella parte alta del paese», spiega il sindaco Luciano Mucciante, che è in prima linea, come coordinatore dell’area omogenea numero 9, anche per la ricostruzione. «Abbiamo un malato oncologico, un dializzato e altri malati, che riusciremo a raggiungere soltanto tra un un giorno grazie a un bobcat, e potremo accompagnarli a fare le loro terapie», prosegue Mucciante. C’è voluta una sorta di catena umana (e ciaspole ai piedi) per portare alle famiglie che possono a malapena affacciarsi sull’uscio di casa, farmaci e generi alimentari. Le circa 40 attività commerciali, artigianali, gli alberghi e i ristoranti sono rimasti chiusi per molti giorni. «Siamo riusciti invece a tenere aperto l’asilo comunale sempre, eccetto un giorno», dice trionfante il sindaco. Centinaia gli animali da soccorrere e nutrire; i dieci allevatori di Castel del Monte hanno per lo più ovini. C’è anche chi alleva i rinomati maiali neri, una pastora è riuscita a salvare i suoi due lama dal capannone crollato sotto il peso della neve. Al bar “La Loggia” di Gianni Giansante, in Largo Umberto I, quasi spontaneamente si è stabilito subito un piccolo quartier generale. Dopo aver rimosso lui stesso la neve il gestore ha aperto il locale dove i 30 volontari di Castel del Monte (della Croce Rossa, della Protezione civile e del Comune) insieme ai più giovani hanno fatto le loro telefonate casa per casa, per vedere cosa serviva ai 400 abitanti di questo borgo, che però d’estate vede triplicare le sue presenze. «Il centro storico di Castel del Monte è costituito da seconde case», spiega il sindaco, «la metà sono inagibili dal terremoto del 2009». Alla crisi turistica dovuta al sisma adesso si aggiungerà anche il contraccolpo del maltempo: un fuggi fuggi generale che però non scoraggia questa gente. «Io vengo qui tutti gli anni”, dice un castellano emigrato in Francia, «per me tutto questo è bellissimo». Le difficoltà per il turismo saranno molte, «ma noi ce la metteremo tutta, perché la gente di montagna vuole bene a questi luoghi e vuole che i turisti tornino a popolarli».
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