Castelvecchio Calvisio e Greccio insieme nel Natale di rinascita

24 Dicembre 2019

L’AQUILA. Un Presepe vivente “teatrale”, a dieci anni dal sisma, arrivato in contemporanea con l’inizio della ricostruzione in centro storico. Lo ha raccontato Luigina Antonacci, sindaco di...

L’AQUILA. Un Presepe vivente “teatrale”, a dieci anni dal sisma, arrivato in contemporanea con l’inizio della ricostruzione in centro storico. Lo ha raccontato Luigina Antonacci, sindaco di Castelvecchio Calvisio, borgo delle Terre della Baronia alle falde del Gran Sasso, in uno dei luoghi più belli dell'Abruzzo interno. Una terra che sta combattendo contro lo spopolamento e che deve fare i conti con le difficoltà della ricostruzione. «Ci sono voluti 10 anni», racconta il sindaco, «ma alla fine siamo riusciti a risolvere il problema degli usi civici che aveva paralizzato l’avvio dei cantieri della ricostruzione nella zona storica, quella su cui pensiamo sarà necessario porre un vincolo una volta ricostruita, perché secondo noi è un unicum, un vero e proprio monumento». Quarantacinque milioni, tanto costerà la ricostruzione del nucleo centrale, così recita il piano di ricostruzione, a cui si aggiungono i 14 milioni già spesi appena fuori. «Proprio pochi giorni fa abbiamo ricevuto l’autorizzazione per far partire il primo grande aggregato del centro storico». Un paese di rue, strette vie con archi e case appoggiate le une alle altre. Un tessuto urbanistico che sostanzialmente ha retto al sisma pur necessitando di lavori e in cui il Presepe vivente in programma il 29 dicembre a partire dalle 17 tornerà a far pulsare la vita.
Regista e direttrice artistica è Manuela Del Beato, autori dei testi Giovanni Tiberio, Antonio Iannessa e Rossana Crisi Villani. Saranno oltre 100 le persone del posto che parteciperanno come figuranti insieme ad attori, cantanti lirici e al Coro delle voci Bianche della Barattelli, insieme a delegazioni provenienti non solo dai borghi limitrofi, da Barisciano a Villa Santa Lucia, ma anche dall’Aquila e Pescara. Un posto d’onore nella chiesa del paese è stato riservato alla delegazione del Presepe di Greccio, il più antico al mondo ideato da San Francesco. L’idea dello spettacolo è quella di un dialogo tra fede e ragione, con personaggi che rispondono anche alle domande dell’uomo e della vita. «Materia, carne, illusione, diventano personaggi di storie che viviamo quotidianamente», spiega la regista, «come la paura e la resistenza ad essa». Gli allestimenti sono di Massimo Piunti e Silvia Di Gregorio.