Celano, folla per Alfano e la città si blocca

3 Aprile 2016

Il ministro ha presentato il suo libro sul terrorismo all’Auditorium «Non dobbiamo avere paura, c’è differenza tra chi prega e chi spara»

CELANO. In un auditorium Fermi gremito (moltissime persone sono rimaste fuori) il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha presentato il suo libro “Chi ha paura non è libero”. Il capo del Viminale ha spiegato come sia nata l’idea del libro, ricordando un incontro con gli altri ministri europei, nel quale la sua collega belga, in lacrime per l’attentato al museo ebraico di Bruxelles, sottolineava come nessuna nazione fosse a rischio zero contro tali fenomeni. Il ministro ha parlato delle origini del fenomeno terroristico «in nome di Dio», ha tracciato una mappa del terrore, ha parlato «dell’autoproclamato Stato islamico, delle attività di al-Qaeda, dell’addestramento dei mujaheddin in Afghanistan, della situazione in Israele». La discussione è stata moderata dal giornalista del Centro, Domenico Ranieri, il quale ha evidenziato come il libro, seppur pubblicato poco prima dei tragici fatti del Bataclan di Parigi e dell’attentato di Bruxelles, tuttavia contiene elementi di approfondimento che rendono attuale il dibattito. Dopo l’intervento del presidente del consiglio comunale, Lisa Carusi, che ha approfondito alcuni contenuti del libro, il presidente del Movimento cristiano lavoratori, Tonino Di Matteo, ha parlato di valori cristiani e di accoglienza. L’onorevole Filippo Piccone, con un discorso appassionato, ha ricordato «le difficoltà che l’Italia ha avuto nell’accogliere i tantissimi disperati, anche a causa di una Europa che non ha aiutato il nostro Paese». «È stato un errore», ha aggiunto, «non far riferimento nella Carta costituzionale europea ai valori cristiani e inoltre, chi scappa dai propri Paesi dovrebbe integrarsi partendo dal rispetto delle regole che trova, come fecero gli emigranti italiani quando andarono all’estero in cerca di fortuna».

Il ministro Alfano ha ricordato il suo terribile imbarazzo, come uomo di Stato e come cristiano, davanti ai 300 migranti morti a Lampedusa. «Vengo attaccato dall’estrema destra di essere troppo morbido e dall’estrema sinistra di essere troppo duro. Credo di agire con coscienza». Nel volume Alfano racconta le sfide che le nostre forze di intelligence e di polizia affrontano ogni giorno, dall’espulsione dei “missionari dell’odio” alla caccia ai “foreign fighters” con passaporto italiano. Una mattinata, quella del capo del Viminale – è la prima volta che un ministro dell’Interno viene a Celano – contraddistinta da un primo momento istituzionale, con il saluto alle autorità civili e militari nella sala consiliare “Oreste Ranelletti”, dove è stato accolto dall’onorevole Filippo Piccone, dal sindaco Settimio Santilli, che ha affrontato il tema degli immigrati e degli emigranti celanesi, e dal presidente del consiglio comunale Lisa Carusi. Erano presenti consiglieri di maggioranza e opposizione. Prima di entrare nel palazzo municipale Alfano si è intrattenuto con la stampa per qualche battuta sui temi di attualità politica, in particolare sul referendum inerenti le trivellazioni su cui si è detto favorevole al no, sul caso delle dimissioni del ministro Guidi e sugli attacchi alla Boschi, non risparmiando critiche ai 5 Stelle, «partito fondato da Grillo che ha ormai i prestampati per chiedere le dimissioni del Governo». Tra le autorità presenti: il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, il senatore Paolo Tancredi, il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio e molti altri.

Dante Cardamone

©RIPRODUZIONE RISERVATA