Celano, i ristoratori invocano aiuti

Danni da zona rossa. Chiesto un confronto con Canale: ci ascolti, facciamo la fame
CELANO . I ristoratori di Celano tornano a fare sentire la loro voce, questa volta per chiedere un sostegno concreto al commissario straordinario, Giuseppe Canale, visto il perdurare della chiusura dei loro locali a causa della zona rossa. Nuove restrizioni che hanno messo in ginocchio l’intero settore della ristorazione celanese che conta ben 22 attività tra pizzerie e ristoranti.
«Dopo otto mesi di chiusura chiediamo un incontro al commissario affinché possa erogare qualche sostegno, come aveva fatto il sindaco Santilli nel primo lockdown», spiega Giampiero Cerasoli della Terrazza, «purtroppo con l’asporto abbiamo fatturato zero e molti di noi ancora non ricevono i ristori del governo. Stiamo facendo la fame e la situazione non accenna a migliorare, per questo chiediamo che qualcuno ci ascolti e ci venga incontro. Molti di noi non hanno altre entrate e il ristorante è l’unica fonte di reddito».
«Purtroppo i contagiati sono ancora tanti», aggiunge Simplicio Lumacone del ristorante Cittadella, «occorre il rispetto delle regole da parte di tutti, soprattutto agli spostamenti non consentiti. Ci vogliono più controlli altrimenti qui non ne usciamo più. E naturalmente c’è bisogno di aiuti dopo mesi e mesi di stop».
«Abbiamo bisogno anche di sicurezze: come ristoratori non possiamo investire nell’acquisto delle materi prime dopo otto mesi di chiusura senza avere la certezza di non dover richiudere ancora», precisa Sandro Baliva, della Madonna delle Vigne, «anche parrucchieri, estetiste e orafi, insieme a noi, hanno pagato lo scotto maggiore di queste chiusure, specialmente a maggio che è il periodo delle cerimonie. È per questi settori che chiediamo un incontro urgente al commissario». (f.d.m.)

