Celano, l’ex stabilimento Pittini diventa un polo agroalimentare

CELANO. L’ex stabilimento della storica trafileria Pittini di Celano diventerà un polo agro-alimentare. La Opoa-Marsia group, società consortile legata alla Opoa Marsia che vede al suo interno...
CELANO. L’ex stabilimento della storica trafileria Pittini di Celano diventerà un polo agro-alimentare. La Opoa-Marsia group, società consortile legata alla Opoa Marsia che vede al suo interno decine e decine di produttori di tutto il Fucino, ha rilevato il sito chiuso a fine 2013. La struttura, di 25mila metri quadrati, servirà come punto di stoccaggio ma anche di ricerca per nuove produzioni agricole. Una notizia che era già nell’aria da mesi e solo nei giorni scorsi è stata annunciata dall'Opoa-Marsia group che ha concluso l’acquisto dando il via all’attività di trasformazione dello stabilimento nel territorio comunale di Celano. «Dopo una lunga trattativa», ha spiegato Fabrizio Lobene, presidente della società, «abbiamo portato a termine l’acquisto dell’ex complesso industriale che si sviluppa su una superficie coperta di oltre 20mila metri quadrati su un lotto di terreni destinati all’implementazioni delle attività per oltre 100mila metri quadrati».
Un grande risultato per l'Opoa Marsia Group, braccio operativo della Opoa Marsia, che è la più grande organizzazione di produttori del Fucino. Un nuovo ambizioso progetto che darà la possibilità alla società consortile, una delle più grandi nell’Italia centrale con oltre 1.200 ettari coltivati a ortaggi e circa 40 milioni di euro di fatturato, di allargare il proprio raggio d’azione e conquistare nuove fette di mercato. «Desidero ringraziare», ha continuato Lobene, che ricopre anche il ruolo di presidente di Confagricoltura L’Aquila, «i dieci imprenditori agricoli che hanno da subito creduto a questa straordinaria opportunità per il territorio. Una compagine coesa che sta lavorando a un ambizioso progetto agro-alimentare per rivitalizzare il sito dismesso e introdurre nuove attività nel campo delle produzioni agricole, unitamente allo stoccaggio, ricerca, logistica, ed energie rinnovabili».
Per l’amministratore delegato, Fabio Ciaccia, «l’acquisto della struttura e gli investimenti previsti in circa 10 milioni di euro rappresentano un’ opportunità di crescita economica e occupazionale per l’intero territorio della Marsica. Nonostante il difficile momento legato alla pandemia e i rincari dei prezzi delle materie utili all’agricoltura, gli imprenditori soci credono in questa iniziativa e hanno fiducia nel futuro». (e.b.)
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