Celano, nuova compagnia teatrale

2 Gennaio 2019

“UnaTanteStorie” sotto la regia di Ciaccia ricerca radici e patrimonio linguistico

CELANO. Nasce a Celano un progetto di teatro della compagnia “UnaTanteStorie”, costola dell’associazione culturale omonima presieduta da Abramo Frigioni e che vede la partecipazione di numerosi cittadini e artisti. Tra gli attori figurano Mafalda Di Berardino, Francesco Frezzini e Frigioni (ideatori del progetto e direttore artistico), Antonella Ciaccia, Marcuccio Ruscitti, Edda Comegna, Massimo Petrini, Luisa Giglio, Gabriele Frigioni, Valentina Visconti, Antonio Massaro, Nicoletta Panei, Giada Tonon e altri. La regia e il coordinamento per il teatro sono del maestro Gabriele Ciaccia. Condividono il progetto, nelle diverse mansioni professionali, Doriana Baliva, Abramo Di Cicco, Alfa Colaprete, Maria Rosaria Legnini, Giovanna Della Rocca, Maria Grazia Moro, Claudio Bielli, Luciana Vicaretti, Agostino Di Renzo, Fernanda Della Costa, Guido Villa, Marcello De Luca, Filodeo Marco Aurelio, Corrado Barbati, Patrizio Lumacone e Antonio Subrani.
Finalità principale è la ricerca storico-antropologica con forte richiamo alle radici e al patrimonio linguistico di Celano, con l’obiettivo della conoscenza e della permanenza di forme orali e con la proposta di scritture e riscritture del repertorio drammaturgico locale e nazionale.
«La volontà di collegare l’evento artistico a tutto campo, dal teatro alla musica, dalla convegnistica alle mostre», spiega l’ideatore Abramo Frigioni, «nasce soprattutto dall’esigenza della valorizzazione delle grandi architetture in un nuova e diversa fruizione. Con entusiasmo il celanese Gabriele Ciaccia ha accettato questo invito, a conferma del suo impegno da sempre della presenza nel territorio abruzzese, con progetti mirati e coerenti con le diverse realtà. Nei primi incontri di progetto è emerso con grande sensibilità l’aspetto della necessità storica e culturale delle permanenza della lingua, oggetto di studi e di moltissime ricerche dei tanti appassionati anche nella Marsica. Il teatro diventa strumento di costruzione di un teatro della comunità, con un forte senso identitario, non elemento che chiude ma fattore di scambio e confronto con le altre culture».
I primi appuntamenti sulla scena sono previsti a maggio.
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